Questo complesso monumentale storico, che comprende un monastero e un santuario, venne edificato verso la fine del XIV secolo tramite Gian Galeazzo Visconti, il quale volle dedicarlo alla consorte Caterina. Venne in origine affidato ad una comunità certosina, solo più tardi ad una comunità cistercense. Dichiarato monumento nazionale nel 1866, fu acquisito dal demanio dello Stato.
Ora, sono già migliaia i turisti che hanno visitato questo capolavoro medievale pagando l’ingresso di 10 euro. In effetti, per poter ammirare i tesori della Certosa, le tombe di Gian Galeazzo, di Ludovico il Moro, di Beatrice d’Este, i chiostri, il refettorio e altre pregevoli opere, occorre munirsi del biglietto a pagamento. Diciamo subito che, forse, non è proprio il momento di effettuare tale visita considerato che la temperatura, in questo periodo, tende a scendere facilmente sotto lo zero.
Ma le persone, proprio per festeggiare i giorni dedicati al Natale, non hanno voluto rinunciare al saluto culturale alla Certosa. Esiste, al di là dei totem, una vera e propria biglietteria nonché due monaci per garantire l’accoglienza ai visitatori. Ricordiamo che, sino a qualche settimana fa, era previsto che alcuni monaci, decisamente anziani, accompagnassero i turisti.
Il mantenimento dell’intero monumento medievale era stato affidato a loro, grazie ad una concessione scaduta il 31/12/2025. Ma non si poteva continuare a tenere in vita una situazione tanto onerosa, soprattutto anche fisica, sulle spalle di pochi monaci in là con l’età, e che vengono qui ospitati qui dal 1968. Ora, anche con il beneplacito dei turisti, i quali concordano nel praticare giustamente e doverosamente un prezzo all’ingresso, sostituendo quell’offerta libera che era in vigore sino a pochi giorni fa.
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