Mercoledì 27 maggio scorso, presso la Fondazione Ambrosianeum di Milano si è svolto un interessante convegno con la presentazione in anteprima della proiezione di due filmati – intervista di Marco Manzoni, interviste svolte a due significative figure della Chiesa: a Sua eccellenza Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano e al Cardinale Matteo Zuppi, Presidente nazionale della CEI Conferenza Episcopale Italiana e Arcivescovo Metropolita di Bologna.
Al Convegno e presentazione hanno partecipato Monsignor Luca Bressan. Vicario Episcopale per la cultura della Diocesi di Milano; Marco Manzoni, autore dell’interviste e referente del sito www.nuovoumanesimo.it; Umberto Ambrosoli, Presidente Fondazione Banca Popolare di Milano e Roberta Osculati, Vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano.

Ha condotto e moderato la presentazione il giornalista Fabio Pizzul, Presidente della Fondazione Ambrosianeum.
Dopo l’introduzione da parte del moderatore Fabio Pizzul è seguito l’intervento di Monsignor Luca Bressan che ha tracciato in breve i valori della chiesa oggi circa il tema del “Nuovo Umanesimo”. Dopo è stato dato l’avvio alla visione dei filmati – intervista, prima quella con Monsignor Mario Delpini dal titolo “La Speranza come responsabilità” dopo è seguita l’intervista al Cardimale Matteo Zuppi dal titolo “Età della forza egolatria e identità che cresce nel dialogo”, entrambe le interviste sono state svolte da Marco Manzoni.

Dalla visione dei filmati sono emersi importanti spunti di riflessione venute dai due importanti e significativi esponenti della Chiesa cattolica italiana che si sono si interrogati sulla difficile condizione dell’uomo contemporaneo ispirati dal pensiero di Monsignor Delpini con “Un umanesimo dello sguardo, del sorriso, dell’operosità” con un pensiero rivolto alle forti tensioni emergenti: la rabbia, l’intolleranza e la violenza che attraversa la nostro società che ci fa paura. Pertanto occorre oltre agli sguardi, ai nostri sorrisi e alle nostre mani tese verso gli altri, c’è bisogno e di parole nuove che costruiscano ponti e non muri, che uniscano e non dividono.

Inoltre dai riferimenti delle risposte date da Monsignor Delpini, è emersa anche una risposta importante di dove sta andando oggi la chiesa e la stessa umanità, l’uomo che sin dall’ origine ha mostrato la sua cattiveria, il male, vedi l’esempio di Caino e Abele, ma comunque ci sono stati dopo anche tanti altri uomini che hanno fatto e avuto una storia con un percorso di vita molto diverso che hanno cercato il bene e fatto del bene. Con spunti e riferimenti anche al passaggio del Discorso alla Città di Sant’Ambrogio 2025, una Milano che è cambiata da quella dell’Expo 2015 a quella di oggi delle Olimpiadi 2026
Ulteriori spunti di riflessioni sono venuti dalla visione dell’intervista del Cardinale Zuppi su “Un’identità non chiusa nell’individualismo, ma che anzi cresce e matura nel dialogo con l’altro”.

Il cardinale Zuppi alle domande di Manzoni ha riferito dell’oggi di una sì crisi dell’umanesimo dove oggi viviamo una pandemia delle guerre, la corsa al riarmo, e il controllo alla AI intelligenza artificiale che è comunque una grande sfida cui bisogna affrontare. Così è emerso il riferimento a tale riguardo della presentazione della Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, sulla custodia della persona umana in questo nuovo tempo dell’era dell’intelligenza artificiale, presentata lunedì 25 maggio scorso. Ma firmata il 15 maggio scorso nella ricorrenza 135° anniversario della promulgazione della Lettera Enciclica “Rerum Novarum” dell’allora Papa Leone XIII che trattò il problema dello stato sociale dei lavoratori e l’industrializzazione.
Dopo la presentazione dei docu-filmati, si è svolto la seconda parte del convegno cui hanno partecipato la Vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano, Roberta Osculati, il Presidente della Fondazione Banca Popolare di Milano, Umberto Ambrosoli con l’autore dell’interviste Marco Manzoni, moderato sempre da Fabio Pizzul che ha fatto diverse domande riflessive su quanto visto e presentato.

Ognuno dei partecipanti secondo il proprio impegno professionale e istituzionale ha espresso il proprio pensiero riflessivo su i temi emersi.
La vicepresidente Roberta Osculati circa i vari riferimenti offerti dai due docu-film ha aggiunto: “A questo rilancio credo si debba aggiungere anche una dimensione politica. Perché oggi, più che mai, la politica deve tornare a essere uno strumento al servizio del “noi”, della collettività, della convivenza. Come amministratori abbiamo il compito di pacificare la città. E non è un’espressione retorica. L’aumento di tensione, rabbia, intolleranza e violenza che attraversa le nostre società fa paura. Per questo, oltre agli sguardi, ai sorrisi e alle mani tese, abbiamo bisogno anche di parole nuove: parole che costruiscano ponti e non muri; che uniscano invece di dividere; parole capaci di convocare sindaci attorno a un tavolo, non di sospendere gemellaggi”.

Molti sono gli spunti emersi sull’etica, la memoria e il senso stesso della vita. Il tutto per dare un contributo sulla questione a “un nuovo umanesimo”, per un modo più consapevole, responsabile, di abitare la Terra e la nostra stessa esistenza”.
A conclusione del confronto senz’altro molti sono stati gli spunti di riflessione cui ognuno di noi deve poter riflettere in questo nostro particolare tempo di vita che stiamo vivendo su un nuovo umanesimo da vivere insieme.

