Trent’anni fa (giugno 1996), ci lasciava per sempre il grande comico, il delicato attore, l’umorista e il conduttore televisivo. Ma i milanesi e gran parte degli italiani non l’hanno affatto dimenticato, memori dei suoi numerosi ruoli interpretati sulla scena.
Una via ci rammenta a Porta Nuova l’esistenza di Gino Bramieri, una strada non lontana da Porta Garibaldi, dove era nato in una casa di ringhiera. Figlio di un falegname, all’età di quindici anni fu fattorino presso l’allora Banca Commerciale, ma, ancora molto giovane e attratto dal mondo della rivista, inchiodava le tavole del palcoscenico presso lo Smeraldo e attaccava sui muri della città i manifesti dell’avanspettacolo.
Sapeva però come sopravvivere al meglio e le sue presenze, oramai quasi fisse presso il Teatro Lirico, facevano innamorare migliaia di milanesi per le sue barzellette ottimamente recitate con quello spirito che soltanto lui sapeva creare. Senza mai incorrere in inutili volgarità.
Sapeva recitare e anche ballare con molta eleganza, imitando con altrettanta allegria i personaggi più noti. Lui, da sempre l’anima del varietà e della spigliata rivista, sapeva esprimersi con un humor assai garbato. Era stato pure assai apprezzato sin da quando faceva da spalla a Macario e poi a Wanda Osiris.
In seguito, dopo l’incontro con Garinei e Giovannini, riusciva sempre a dominare la scena, senza dimenticare quella televisiva. Citiamo, a quest’ultimo proposito, la recita per quattro anni in “L’amico del giaguaro”. E poi, re di Carosello, riusciva ad imbastire alcune pubblicità talmente interessanti, da promuovere la vendita di migliaia di prodotti.
Giunto alla fine dei suoi giorni, espresse il desiderio di essere sepolto con a fianco la bandiera dell’Inter…

