Fatta questa premessa, la Festa della Cittadinanza Italiana di quest’anno 2026 è nata dall’impegno di associazioni, enti, istituzioni e di tante persone che credono in un’idea semplice ma potente di una società che è più forte quando include, riconosce, allarga la partecipazione democratica anziché restringerla, quando si costruiscono ponti e non muri, quando si dialoga e ci si confronta.

La Vicepresid. R. Osculati introduce le testimonianze dei nuovi Cittadini
Sabato mattina 6 giugno scorso, si è svolto un bellissimo momento di confronto e dialogo con le nuove italiane e i nuovi italiani, svoltosi presso la splendida cornice della Sala Alessi di Palazzo Marino, un momento festoso per celebrare queste nuove italiane e italiani per riflettere sul futuro del nostro Paese e sulla qualità della nostra democrazia. Un confronto di persone con culture diverse che arricchiscono sempre il dialogo e rappresenta il significato più profondo dell’ingresso di queste nuove cittadine e cittadini nella comunità milanese e non solo.

Dopo l’intervento Istituzionale dell’Assessore Lamberto Bertolè che ha tracciato su quanto svolto dall’Assessorato al Welfare e dal Comune di Milano per arrivare a questi momenti non solo di feste ma di percorsi che hanno visto una grande partecipazione e coinvolgimento del Terzo Settore e non solo, riferendo dati e numeri della presenza di cittadini stranieri: 1,2 MLN di residenti in Lombardia, di 500.000 in provincia di Milano, 300.000 a Milano, 580.000 occupati in Lombardia, 232.000 studenti e altri riferimenti e dati dell’impegno dell’Amministrazione comunale nel cercare di dare loro e non solo garanzie di sicurezza e salute.
Dopo è seguito l’intervento del sociologo Maurizio Ambrosini che con l’ausilio di alcune slide ha svolto il suo intervento, riferendo sulla sicurezza, nella città di Milano: il totale dei delitti registra una riduzione, passando da 144.864 illeciti del 2023 ai 134.178 nel 2024, dei reati di strade, rapine e furti diminuiti del 10%, i furti in abitazioni hanno subito un decremento mentre aumenta la percezione sicurezza, dopo un’attenta analisi conclude il suo intervento con una riflessione sull’importanza di imparare la lingua con il pensiero di don Milani che riporta: “Perché è solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui: Che sia ricco o povero importa meno. Basti che parli”, a concluso il suo intervento rivolto ai nuovi cittadini milanesi con l’augurio di vivere la cittadinanza con orgoglio, volontà partecipativa e spirito solidale.
La festa si svolta in tre momenti particolari molto interessanti di relazioni e riferimenti il secondo momento è stato quello delle testimonianze dei nuovi cittadini quali: Omayama Alnaseef, Sajal Mostafizur Rahman, Andres Calvaghi e Ivan Lessio dove ognuno di loro ha riferito in breve la propria storia e percorso svolto in Italia.
La terza parta è stata condotta dalla giornalista radiofonica Sabrina Ganzer che ha invitati i nuovi cittadini a leggere alcuni articoli della Costituzione Italiana, si sono cos alternati nella lettura: Jakelin, Manuel, Samantha, Hanem, Resma e Gouda, è stato molto bello vedere in loro l’emozione e la commozione nel leggere tali articoli, cui da oggi regolano il loro presente e il loro futuro di cittadini italiani.
La legge sulla cittadinanza in Italia fu approvata nel 1992, allora vivevano poco più di 300.000 cittadini stranieri mentre oggi sono circa 5 milioni e mezzo. In oltre trent’anni il Paese è cambiato radicalmente. Le famiglie si sono trasformate, le identità si sono intrecciate, nuove generazioni sono nate e cresciute nelle nostre città.
La festa si è conclusa nel cortile d’onore di Palazzo Marino al suono di diversi brani musicali da parte dello storico Corpo Musicale “Gaetano Donizetti” più conosciuto come “La Banda d’Affori”, fondata nel 1853.
Guardando le donne e gli uomini che hanno ricevuto la cittadinanza italiana, ho pensato alle loro storie, ho pensato agli anni trascorsi a studiare la nostra lingua, a cercare un lavoro, a costruirsi una vita, a rispettare le regole, a contribuire alla crescita economica e sociale del nostro Paese. Ho pensato ai tanti sacrifici affrontati, alle difficoltà superate, all’attesa spesso lunga e faticosa per ottenere un riconoscimento che, nella sostanza, era già presente nella vita quotidiana” .

A tale momento erano presenti la Presidente del Consiglio Comunale Elena Buscemi, l’Assessore al Welfare e salute, Lamberto Bertolè, l’Assessore alla Sicurezza e Protezione Civile Marco Granelli, il Sociologo Maurizio Ambrosini, il professor Fabio Mantegazza, il presidente di MI’mpegno Carmelo Ferraro, il Presidente del Comitato Provinciale di Milano UNICEF Marco Pietripaoli, il già Consigliere regionale Paolo Danuvola, il Consigliere Comunale Valerio Pedroni, diversi rappresentanti dell’associazionismo del Terzo Settore. Oltre ai molti familiari, amici delle nuove cittadine e dei nuovi cittadini che hanno ottenuto la cittadinanza o sono in attesa di ricevere tale riconoscimento.
L’incontro non poteva che essere nel luogo più prestigioso del Comune di Milano, quale luogo istituzionale di dialogo, di politica e di rappresentanza democratica, organizzato dalla Presidenza del Consiglio Comunale e dall’Assessorato al Welfare e Salute.
Va riferito che anche l’anno scorso si è svolta tale festa con l’incontro delle nuove cittadine e cittadini italiani svoltasi con una simbolica marcia partita da piazzale Lotto lungo le vie del Quartiere per raggiungere la sede del centro di cultura e animazione missionaria del PIME di via Monte Rosa, 81 di Milano, non poteva essere scelta la sede più opportuna poiché in tale centro missionario si svolgono eventi con incontri culturali e non solo promossi dal Centro e Museo Popoli e Culture li presente.




Foto ricordo con i Nuovi Cittadini

