La medicina che ascolta: nel centenario della nascita del Professor Umberto Veronesi, un’edizione dedicata al suo manifesto umano “Una carezza per guarire”
Nella Sala Bertarelli del Castello Sforzesco di Milano, Europa Donna Italia ha celebrato nei giorni scorsi l’ottava edizione del Riconoscimento “Laudato Medico U.V. 2025”. Dedicato al Professor Umberto Veronesi, il riconoscimento viene assegnato ogni anno ai medici che, su segnalazione delle pazienti, hanno saputo rendere concreta una medicina fondata sulla relazione, sull’empatia e sull’ascolto, valori che il Professore ha posto al centro della sua visione della medicina e della relazione medico-paziente.
Il riconoscimento quest’anno ha uno speciale valore simbolico perché viene assegnato nel giorno dei 100 anni dalla nascita di Umberto Veronesi e trova nel libro “Una carezza per guarire” – scritto a quattro mani con il giornalista medico-scientifico Mario Pappagallo e pubblicato nel 2008 da Sperling & Kupfer – il suo fil rouge narrativo, culturale e simbolico. Le parole e le riflessioni del volume hanno accompagnato l’intera cerimonia, ricordando che la cura è sempre, prima di tutto, un incontro umano.
«Sono particolarmente affezionata a questo riconoscimento perché dà voce al vissuto delle pazienti – afferma Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia. Per tutte noi è un modo per dire grazie ai medici che ogni giorno scelgono l’empatia come parte integrante della terapia. Grazie al “Laudato Medico” promuoviamo una visione della medicina che sappia ascoltare e accogliere la persona nella sua interezza. Il Professor Veronesi non si stancava mai di ripetere che al centro della cura c’è la persona, non la malattia, e lo ha trasmesso a generazioni di medici, per tutta la sua vita. Anche per questo, non smetteremo mai di essergli grate.»

«Per curare qualcuno bisogna sapere chi è, che cosa pensa, che progetti ha, per cosa gioisce e per cosa soffre. Abbiamo sentito pronunciare da lui questa frase centinaia di volte – ricorda Paolo Veronesi, Professore ordinario di Chirurgia all’Università Statale di Milano, Direttore del Programma di Senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia e membro dell’Advisory Board del Riconoscimento. Oggi, citarla ha un significato speciale. Non è solo un pensiero, ma un invito a non dimenticare che la medicina è prima di tutto relazione, ascolto, attenzione alla persona. Il centenario della sua nascita non è soltanto una ricorrenza: è un’occasione per riaffermare quanto il suo messaggio sia attuale e per rinnovare insieme un impegno comune. Un impegno a costruire una medicina che sappia prendersi cura, e non solo curare. Una medicina che guardi alla scienza con rigore, ma che non perda mai la capacità di accogliere, comprendere e rispettare la vita di chi abbiamo davanti.»
Il Riconoscimento al Laudato Medico U.V. è conferito ogni anno a quattro medici delle quattro discipline cliniche fondamentali nella cura oncologica: radiologia, chirurgia, oncologia e radioterapia. Le pazienti segnalano sul sito di Europa Donna Italia i nominativi dei medici che sono stati loro più vicini durante il proprio percorso di cura, secondo cinque criteri: disponibilità, empatia, capacità di dialogo, ascolto e sostegno. Per due mesi quest’anno – dal 25 agosto al 25 ottobre – è stato possibile esprimere le proprie preferenze attraverso un form dedicato. Le segnalazioni ricevute sono state 3.233. I nomi dei medici che, per ogni specialità clinica, hanno ricevuto maggiori segnalazioni sono stati verificati e validati dalle quattro società scientifiche di riferimento: SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica), ANISC (Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurgi), AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRO (Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica).
I quattro “laudati medici” del 2025 sono: Riccardo Bussone, Direttore Chirurgia Senologia, Ospedale Cottolengo, Torino; Carlo Alberto Raucci, Direttore Struttura Complessa di Oncologia, Ospedale Cottolengo, Torino; Chiara Massaioli, Dirigente medico radiologo U.O.C. Radiodiagnostica, AST di Pesaro-Urbino e Francesca Arcadipane, Dirigente Medico Specialista in Radioterapia, Dipartimento di Oncologia A.O.U. Città della Salute e della Scienza, Torino.
Dal 2017, anno in cui è stato istituto il Riconoscimento al Laudato Medico U.V., sono 22.768 le pazienti che hanno fornito le loro segnalazioni, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito. La cura, del resto, non è solo tecnica, come è stato ricordato nel corso della cerimonia.
«Lo sguardo del medico, la sua capacità di accogliere e trasmettere speranza, incidono in modo significativo sul modo in cui il paziente vive la malattia e aderisce alle cure – conferma Gabriella Pravettoni, Professoressa ordinaria di Psicologia delle decisioni dell’Università degli Studi di Milano, Direttrice della Divisione di Psiconcologia dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e membro dell’Advisory Board del Riconoscimento -. I risultati osservati negli anni ci confermano che la relazione medico-paziente ha un impatto decisivo sui risultati clinici: maggiore adesione ai percorsi di cura, riduzione dell’ansia e dell’isolamento e migliore qualità dell’esperienza terapeutica. La cura, è dimostrato, funziona meglio quando passa attraverso una relazione autentica.»
A vent’anni dalla pubblicazione di “Una carezza per guarire”, il suo messaggio resta, quindi, urgente e attuale. Il Laudato Medico U.V. rappresenta uno strumento per rinnovare quel messaggio ogni anno e promuovere una cultura della cura che unisca scienza, competenza e ascolto, offrendo anche alle nuove generazioni un modello a cui ispirarsi. Nel corso della Cerimonia è stato presentato anche il Laudato Medico Young, un percorso di formazione avviato quest’anno, dedicato a medici under 40 sui temi della comunicazione empatica e dell’ascolto attivo, promosso da Europa Donna Italia in collaborazione con l’Università Statale di Milano.
L’evento di Celebrazione del Riconoscimento al Laudato Medico U.V. è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Milano, Fondazione Cariplo e Farmindustria, e con il supporto non condizionante di Novartis e Pfizer.
Nel corso della cerimonia hanno portato il loro contributo, in rappresentanza delle istituzioni: Guido Bertolaso, Assessore al welfare Regione Lombardia, Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Politiche Sociali, Pari opportunità Città Metropolitana di Milano e Simonetta D’Amico, Presidente della Commissione Bilancio e Patrimonio Immobiliare del Comune di Milano. Della comunità medico scientifica sono intervenuti, oltre al professor Paolo Veronesi e alla professoressa Gabriella Pravettoni, Ugo Morelli, Professore di Scienze Cognitive applicate Università degli Studi Federico II di Napoli, Alberto Costa, Segretario Generale e Direttore della European School of Oncology, Corrado Tinterri, Direttore Breast Unit Humanitas di Rozzano e Coordinatore del Comitato tecnico scientifico di Europa Donna Italia, Federica Pediconi, Presidente SIRM-Senologia (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica), Francesca Rovera, Consigliera ANISC (Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi), Saverio Cinieri, Past President AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Antonella Ciabattoni, Segretario Presidenza AIRO (Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia).
Per maggiori informazioni visitare il sito di Europa Donna Italia

