…perché il futuro del cibo ci fa paura (ma non dovrebbe)
Nel 2050 saremo più di 9 miliardi. Una cifra che mette i brividi, soprattutto se si pensa a una domanda tanto semplice quanto cruciale: come faremo a nutrirci tutti in modo sostenibile? La risposta non sta nel rinunciare alle nostre tradizioni, ma nell’aprire la porta ai cosiddetti novel food e alle proteine alternative.
Se ne è discusso nel webinar del progetto Onfoods (coordinato dall’Università di Parma insieme all’Università di Pavia e finanziato dal PNRR), un network che unisce 26 partner tra università e imprese per ridisegnare il nostro sistema alimentare. Esperti della scienza, della storia e dell’industria si sono confrontati per sfatare falsi miti e fare chiarezza su ciò che metteremo nel piatto domani.
La scienza nel piatto: salute e nuove frontiere
Le proteine sono i mattoni della nostra vita, fondamentali a ogni età. Ma la pressione sulle risorse naturali ci costringe a cercare nuove strade.
Hellas Cena (Università di Pavia) spiega che la ricerca sta ridefinendo il nostro fabbisogno proteico: “Le proteine non sono solo nutrienti, ma una leva strategica per affrontare l’invecchiamento della popolazione, prevenire malattie croniche e rendere sostenibile la produzione.”
Ma da dove arriveranno queste proteine? Le opzioni sono già realtà.
Giuseppina Sandri (Università di Pavia) mappa l’atlante dei nuovi cibi: vegetali, alghe, insetti, prodotti da fermentazione e persino stampati in 3D. “Con l’aumento della popolazione e le risorse al limite, le proteine alternative diventano cruciali per la sicurezza alimentare e la riduzione dell’impatto ambientale.”
Il fattore culturale: la “storia” si ripete sempre
Se l’idea di mangiare insetti o cibi di laboratorio vi fa storcere il naso, tranquillizzatevi: è assolutamente normale, ed è già successo molte volte in passato.
Alberto Grandi (Storico dell’alimentazione, Università di Parma) getta acqua sul fuoco delle polemiche con una provocazione storica. In passato la patata fu accusata di causare la lebbra e il pomodoro fu ritenuto velenoso. “La storia insegna che ciò che oggi appare minaccioso, domani diventa tradizione. Il problema non sono i novel food, ma la nostra difficoltà a capire che ogni tradizione, un tempo, è stata una novità.”
Il cambiamento, insomma, è inevitabile ma deve essere guidato.

Secondo Lajal Andreoletti (LifeGate), le giovani generazioni sono già pronte a guidare questa transizione. “Innovazione tecnologica e comportamento umano devono camminare insieme: orientare i consumi, ridurre gli sprechi e favorire l’accettazione sociale sono passi fondamentali per salvare il pianeta.”
Sicurezza e filiera: dai laboratori alla tavola
Innovazione non significa improvvisazione. In Europa le regole sono rigidissime e nessuno mangerà nulla che non sia super controllato.

Erminia Sezzi (Biologa, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana)rassicura sui controlli: prima di arrivare sul mercato, ogni novel food affronta una severa valutazione dei rischi da parte dell’EFSA (l’Authority europea). “La collaborazione tra istituzioni europee e nazionali garantisce un approccio scientifico che tutela la salute pubblica, permettendo l’inserimento sicuro di nuove fonti come gli insetti nella nostra dieta.”
Dalla teoria alla pratica, c’è chi ha fatto del futuro il proprio business. È il caso di ALIA Insect Farm, azienda italiana che lavora sulla farina di grillo (Acheta domesticus).
Per la CEO Carlotta Totaro Fila, gli insetti sono una risorsa naturale eccezionale, ma la vera sfida oggi è industriale: “Non basta identificare nuove fonti proteiche, serve costruire sistemi agro-industriali maturi e standardizzati, capaci di soddisfare i rigidi requisiti dei novel food lungo tutta la filiera.”
In conclusione: la via dell’equilibrio
Il futuro del cibo non sarà una guerra tra una bistecca tradizionale e una barretta proteica agli insetti. La parola chiave del domani è “integrazione”.

Come conclude Pietro Paganini (Temple University / John Cabot University), bisogna superare la finta contrapposizione tra passato e futuro, riconoscendo il valore storico delle proteine animali ma senza chiudere la porta al domani. La chiave per regolare l’innovazione e garantire la libertà di scelta dei consumatori, oggi come nell’antica Grecia, resta una sola: l’equilibrio.
Ha modera il webinar Mariagrazia Vignoli – titolare di Kairos Comunicazione – agenzia di pubbliche relazioni che ha curato l’organizzazione dell’evento.

