martedì, Gennaio 13, 2026

L’attore Robert De Niro a Roma

Papa Leone XIV lo accoglie bene in Vaticano e scambia con lui qualche battuta in inglese. Ma De Niro tiene moltissimo alle sue origini italiane e dice infatti qualche parola nella nostra lingua. Nasce subito una spontanea simpatia tra i due personaggi e il colloquio, purtroppo breve, termina con un rosario donato all’attore e produttore cinematografico americano.

Ma l’appuntamento più atteso è quello che si svolge presso il Cinema Moderno e qui, unitamente all’ex sindaco Walter Veltroni, introduce il capolavoro di Sergio Leone “C’era una volta in America”, film che viene proiettato in occasione della rassegna “Fuori Sala”, con i biglietti tutti esauriti già da alcuni giorni. Coglie la palla al balzo per chiedere a De Niro come si presenta l’America oggi.

E qui l’attore approfitta della domanda per sottolineare che la parola “speranza” è priva ormai di concretezza perché si dovrebbe ottenere giustizia e, quanto meno, la necessità di cominciare a reagire nel senso più profondo della parola. Dice che iniziare a fare qualcosa di pratico ed essenziale, come avvenuto a New York con l’elezione del nuovo sindaco, rappresenterebbe qualcosa di valido. E’ infatti importante, aggiunge, che l’amministrazione Trump non ci prevarichi. Gli applausi dei presenti in sala si fanno scroscianti.

Poi si giunge a parlare del film di Sergio Leone e come questo regista abbia voluto compiere qui un vero gesto d’amore. De Niro conclude con un pensiero del tutto speciale rivolto a Ennio Morricone, il compositore che ci ha lasciato nel 2020. Lo ricorda come facente parte di un’autentica leggenda, il cui lavoro ha sempre raggiunto traguardi inimmaginabili. Legato ai vari Fellini e Antonioni, ne cita qui le opere.


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