Siamo nel Medio Evo e due poveri pescatori che risiedevano a Gessate, paese non toccato dalle rive dell’Adda, si facevano carico di recarsi ogni mattina presso questo fiume, alla ricerca di quel poco pesce che riuscivano a trarre a riva e a pescarlo su una barca vecchia e malferna ( si trattava di qualche trota, arborelle, cavedani e altri tipi). Erano padre e figlio, decisamente credenti e dediti al culto di San Mauro, patrono di Gessate.
Una mattina, alquanto scoraggiati perché la pesca si presentava assai scarsa, decisero verso mezzogiorno di gettare le reti dove l’Adda accennava ad un rientro del proprio flusso. Fatto sta che nel mezzo di questo rientro, quando stavano per ritirare la rete, qualcosa di molto pesante si era impigliato nella rete stessa. Il pescatore figlio avverti subito il padre e lo invito’ a tirare. Ma non se ne venne a capo.
Il figlio, molto eccitato, disse al padre che qualcosa di grosso stava per essere pescato, tanto da prefigurare una sorta di giubilo tra coloro che sarebbero giunti al centro del paese per osservare la cosa. Ma il padre cercò subito di disilludere il figliuolo, affermando che pesci così grossi e pesanti non se n’erano mai visti nel fiume. E cominciarono a moltiplicare i loro sforzi per appropriarsi della preda.
Il pescatore vecchio, fermatosi per un attimo, levo’ le braccia al cielo e disse: “ Si tratta senza dubbio di un miracolo di San Mauro”. E confidò al figlio che qualche notte prima aveva sognato di portare a casa molto oro e anche pietre preziose. Ma il “malloppo” non voleva saperne di emergere. Allora, chiesero aiuto a certe persone che si trovavano sulla riva del fiume, promettendo, in caso di una pesca veramente fortunata, di spartire gli ori che, secondo i pescatori, si sarebbero trovati nel fondo della rete.
Finalmente, dopo tanti sforzi comuni portati a termine, ecco il frutto della pesca: la carcassa di un grosso maiale che. trasportato ad un macello locale, di cui nessuno se n’era accorto, era precipitato nel fiume. Una mortificazione generale, tra tutti coloro che avevano creduto nella pesca miracolosa, che arrivò a coinvolgere i due pescatori in primis. Questa sfortuna si verificò nei secoli a seguire tra coloro che alloggiavano qui per lavoro. E in effetti, quando il prosciutto veniva loro servito e quando soprattutto non era gradito, commentavano “Ci auguriamo sinceramente che le fette di salume propinateci non provengano dal maiale caduto nel fiume…”.

