Esiste una frase, sottile e pericolosa, che funge da anestetico per le coscienze: “Tanto è lo stesso”. È il manifesto della rassegnazione, il via libera all’ingiustizia e al disincanto. Angel Luis Galzerano, chitarrista uruguaiano da vent’anni residente in Italia, sfida apertamente questo nichilismo nel suo libro “Es lo mismo? (Davvero è lo stesso?)” (Gilgamesh Editore).

L’opera di Galzerano non è solo un libro, ma un invito a leggere il mondo con mente aperta e spirito critico. Attraverso una narrazione che intreccia vicende personali e grandi biografie collettive, l’autore ci spinge a rifiutare l’abitudine al peggio. In un’epoca segnata da conflitti mascherati da missioni democratiche e sopraffazioni sui più deboli, Galzerano ci ricorda che mantenere integra la propria identità e agire con coerenza non è solo possibile, è doveroso.
Un’esperienza multisensoriale
La peculiarità di “Es lo mismo” risiede nella sua struttura “musicale”: ogni capitolo è accompagnato da un QR Code che rimanda a brani attinenti alle storie narrate. È un dialogo costante tra parola e suono, dove la musica si fa eco della storia.
Tra le pagine incontriamo figure e vicende di straordinaria potenza:
- Thomas Sankara: il “Che africano” che sognò la dignità per il Burkina Faso.
- Quino: il genio che attraverso Mafalda ha messo a nudo le ipocrisie del mondo.
- Riflessioni e contrasti: dalle scoperte di Darwin alle note di Erik Satie, dai misteri del Titanic alla tragica guerra contro il Paraguay.

Il valore dell’utopia come bussola
In un presente dominato dall’individualismo e dal materialismo, Galzerano ci pone una domanda cruciale: si può fare a meno dell’utopia?
La risposta che emerge è un fermo no. Rinunciare all’utopia significa accettare passivamente lo status quo, smarrendo la capacità di progettare il futuro. Sebbene l’etimologia suggerisca l’irrealizzabile, l’utopia svolge una funzione critica vitale: mantiene alta la tensione etica. Come l’orizzonte, essa non è una meta da raggiungere fisicamente, ma una direzione verso cui camminare.
“Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia.” Questo libro è il punto di partenza per questo sogno collettivo, un monito a non chiudere mai le porte all’immaginazione e alla solidarietà.

