La nostra regione registra dati decisamente sotto la media: le iscrizioni al liceo classico, per il prossimo anno scolastico, raggiungono a fatica il 3,3%. Solo il Veneto (3%) e l’Emilia Romagna (2,80) si trovano al di sotto di noi lombardi. Infatti, la prima classe del liceo, a settembre, non vedrà una buona percentuale di allievi presso le principali scuole umanitarie milanesi.
Forse perché alcuni docenti pensano ancora ad una idea ottocentesca dell’insegnamento e va comunque sottolineato che gli alunni provenienti dalle scuole medie sanno veramente poco di quanto si insegna al classico. Come prepararli affinché possano disporre delle necessarie conoscenze ? Alcune scuole, presidi in testa, segnalano agli allievi le difficoltà, ma anche le facilitazioni intellettive che il liceo classico si propone di diffondere.
Certo, le traduzioni dal greco dovrebbero abbandonare alcune regole fisse di un tempo, facendo ricorso anche ad un moderno contesto che la società propone. Si dovrebbe, insomma, fare meglio affidamento sui problemi del giorno che la società diffonde.
E sarebbe forse il caso, come accennato da alcuni docenti, che l’insegnamento del greco, oltre che del latino, potesse essere effettuato nel corso delle medie inferiori. Però, non dobbiamo mai parlare di “decrescita” per quanto concerne l’insegnamento del liceo classico.
Infatti, poiché oggi si avverte pure il bisogno di “creare” menti intellettuali, non soltanto tecniche. Esiste anche la possibilità, e ciò vale per quei genitori che desiderano avvalersi di novità anche nel classico, di aderire ad un tipo di scuola umanistica europea che sappia unire la tradizione delle lettere classiche con quelle moderne, aggiungendo lo studio di almeno due lingue straniere oltre a diritto ed economia.

