Non sempre il condominio risponde dell’infortunio di chi è imprudente
Di Vincenzo Vecchio
La negligenza del lavoratore non interrompe il nesso di causalità se il datore non ha adottato misure atte a neutralizzare anche i comportamenti imprudenti prevedibili. Se il condominio ha un dipendente ed è luogo di lavoro, in caso di infortunio, è tenuto al risarcimento del danno in solido con l’amministratore. Poiché la responsabilità è solidale, il lavoratore può richiedere l’intero importo anche a un solo condòmino, il quale avrà poi diritto di regresso verso gli altri in base alle quote millesimali.
Nomina giudiziale dell’amministratore: il Codice disciplina due procedimenti diversi da non confondere
Di Cesare Rosselli – a cura di Assoedilizia
In caso di inadempimento del precedente professionista, l’autorità giudiziaria può dare disposizioni in ordine alla gestione dei beni comuni e anche non nominare un sostituto. Se la nomina invece avviene perché non si è rispettato l’obbligo di individuare un amministratore in un condominio di oltre otto proprietari, i poteri decisionali del collegio sono sostanzialmente vincolati alla verifica della sussistenza dei presupposti.
La società amministratrice che da Sas diventa Srl lo deve comunicare ai condòmini
Di Giovanni Iaria
La nomina originaria era stata conferita a una società in accomandita semplice, e la verifica dei requisiti per amministrare era stata effettuata in capo al socio accomandatario. Con la trasformazione in Srl, l’atto notarile aveva designato un nuovo amministratore unico che non era mai stato comunicato e sottoposto al vaglio dell’assemblea condominiale, pertanto non poteva convocare assemblea e assumere decisioni.

