2 Ottobre 2022

Vent’anni con l’Euro

Il 1° gennaio 2002 in Italia e nei paesi della Comunità Europea venne adottata la moneta unica Euro, in simbolo €.

Non sono un economista o un esperto di finanza, ma solo un curioso e piccolo collezionista di monete, pertanto non parlerò della scelta e della motivazione che portarono all’Euro, moneta che allora sembrava dover essere la panacea per la risoluzione dei problemi finanziari, delle crisi economiche e dell’inflazione presente in diverse nazioni europee all’inizio del terzo Millennio.

Alcuni convertitori da Lira ad Euro

Rifletterò invece in breve, su quanto successo dopo l’introduzione dell’Euro e i problemi pratici che seguirono. Inoltre riferirò su quello che abbiamo vissuto essendo abituati all’uso della Lira e trovandoci a dover ragionare in modo diverso con la nuova moneta.

Noi italiani abbandonammo l’uso della Lira, i Francesi del Franco, i tedeschi del Marco e cosi tutti gli altri paesi europei per adeguarsi all’uso dell’Euro.

Le prime Lire del 1946 e 1947

Tutti iniziammo a prestare maggiore attenzione e confidenza ai nuovi centesimi, alle altre monete metalliche e alle nuove banconote cartacee e con l’ausilio dei diversi convertitori “da Lira a Euro” ci siamo abituati un poco alla volta all’uso corrente dell’Euro.

Il valore di cambio per noi diventò un rompicapo da tenere bene in mente per fare l’opportuno conteggio: il tasso di conversione di 1 euro era pari a 1.936,27 Lire per l’Italia. Per fare un esempio, allora un discreto stipendio mensile di 1.500.000 Lire era circa 775,00 Euro, un cambio non semplice da capire, accettare e gestire.

Dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002 circolarono entrambe le monete ma il cambio dalla Lira in Euro era effettuarsi in quei primi due mesi del 2002: così molte persone si recarono nei propri istituti bancari per convertire in euro il proprio contante monetario in lire che avevano in casa, temendo forse di poter perdere in qualche caso i propri risparmi anche se era consentito convertire sino a 1 milione al giorno e la legge prevedeva la possibilitá di effettuare il cambio gratis fino al 28 febbraio del 2012 presso la Banca d’Italia.

1968 serie di monete per collezionisti della Zecca

Va riferito che allora qualcuno aveva anche speculato sulla conversione poiché molto spesso si sentiva dire, in particolare nei mercati nell’acquisto della frutta od altro “Ma cosa vuoi che sia un chilo di mele ad 1 €, prodotto che prima pagavi 1000 Lire”, non rendendosi conto che tali facili affermazioni danneggiavano tutti poiché il potere d’acquisto era veramente cambiato.

Va comunque riconosciuto e detto onestamente che, anche se con alcune lacune e difficoltà, l’adozione dell’Euro come moneta unica ci ha tutelati nei confronti delle altre monete più forti.

Alcuni coni della Lira metallica

Fatta questa riflessione su come abbiamo vissuto l’avvio dell’Euro, desidero riferire in breve la storia della Lira italiana, moneta che nel bene o nel male ha condizionato e accompagnato la nostra vita e storia monetaria, in particolare dal 1946 al 2001. Con questa riflessione vorrei raccontare questa storia alle generazioni degli anni 2000 che non hanno conosciuto le monete metalliche o cartacee della Lira.

Penso sia così opportuno riferire che la Lira inizió la sua storia come moneta di scambio già agli inizi del 1800 con il re Vittorio Emanuele I. Nel 1814. infatti, erano giá in uso le 5 Lire e le 20 Lire in argento. Dopo, con  i successivi  Re quali Carlo Felice e Carlo Alberto, dal 1821 al 1849 furono coniati anche i centesimi 1, 3, 5 in rame ed i 25 e 50 centesimi in argento, seguiti da 1, 2, 5 e 10 Lire in argento e le 20, 50 e 100 Lire in oro. All’avvento del Regno d’Italia nel 1861 con il re Vittorio Emanuele II furono coniate altre monete in rame di 1, 2, 5, 10 centesimi di Lire mentre i 20, 50 centesimi con 1, 2, 5 Lire in argento e le 10, 20, 50 e le 100 Lire in oro.

Alcune monete cartacee della Lira

Questa é in breve la storia dei diversi coni di Lira, rimasti quasi invariati fino all’avvento del re Vittorio Emanuele III – anche se vennero fatte altre coniazioni dal 1900 al 1943 con l’inserimento di monete di leghe diverse quali nichelio e l’acmonital – e tali monete rimasero in uso fino alla fine del periodo del Fascismo.

Ultimo conio delle Lire per collezzionisti del 2001

Va riferito che oltre alle monete metalliche c’erano le banconote cartacee di diversi valori come quella da 1000 Lire, ricordata anche nella famosa canzone “1000 Lire al mese” scritta nel 1939, motivetto canoro di Gilberto Mazzi nel quale tale banconota rappresentava un’interessante cifra mensile, un desiderio poter condurre una vita agiata e serena.

Con l’avvento della Costituzione e della Repubblica Italiana nel 1946 non furono piú coniati i centesimi: la nuova Lira prevedeva il conio di 1, 2, 5, 10 Lire in italma seguite, nel 1954, dalla 50 Lire in Acmonital; nel 1955 venne introdotta la 100 Lire in Acmonital e nel 1957 la 20 Lire in bronzo. Nel 1958 venne poi coniata la prima 500 Lire in argento a cui seguirono anche le 500 Lire Commemorative in argento. Infine nel 1970 ci fu il conio della 1000 Lire “Concordia” in argento.

Molte di queste monete, in particolare quelle commemorative, non si trovavano normalmente poiché coniate in particolare per il collezionismo.

L’Euro italiano con centesimi e alcuni suoi monumenti

Tutte le monete della Lira, finché non fu abbandonata, vennero coniate dalla Zecca di Roma.

La storia della Zecca di Roma parte da tempi antichi. Successivamente con il papato diventò Zecca Pontificia e in seguito all’annessione di Roma da parte del Regno d’Italia del 1861 divenne Regia Zecca. Con la costruzione successiva del nuovo stabilimento della Zecca di Roma, inaugurato nel 1911, tale sede divenne la sede ufficiale nazionale. Nel 1978 la Zecca di Roma fu associata all’Istituto Poligrafico dello Stato ed assunse la nuova denominazione di Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato dove oggi vengono coniate e stampate le attuali moneti correnti ed anche medaglie ufficiali per lo stato italiano.

Concludo con una piccola curiositá: nel 2002 con l’Euro sono tornati in uso i centesimi che in Italia erano stati abbandonati alla fine degli anni ’40.  

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