2 Ottobre 2022

Giulia Pratelli: “Nel mio stomaco” il suo nuovo album

Ci sono ancora dei pregiudizi nei confronti delle cantautrici italiane? Meno che in passato, senza dubbio, anche perché sono molte e brave quelle che hanno avuto successo.

Per citare i primi nomi che vengono in mente Gianna Nannini, Irene Grandi, Elisa, Paola Turci, Carmen Consoli, Giorgia. Ma è indubbio che per una cantante spesso l’immagine possa mettere in ombra il resto. Non tanto l’interpretazione, è ovvio, quanto il messaggio che l’Autrice vuole trasmettere attraverso il testo della canzone.

Il Premio D’Aponte

E’ vero, in certi casi, non si tratta di exploit poetici eccezionali, ma in genere i testi delle loro canzoni contengono messaggi legati a esperienze reali, intime che partono da riflessioni anche profonde che possono far pensare e coinvolgere chi le ascolta.

Non per nulla è stato organizzato da qualche anno il Premio Bianca D’Aponte, la cantautrice scomparsa nel 2003, riservato proprio alle cantautrici italiane per valorizzare la loro creatività.

Questo preambolo mi serve per presentare nel modo migliore una cantautrice, giovane ma di grandi prospettive. Si chiama Giulia Pratelli e da qualche giorno ha pubblicato il suo nuovo album intitolato “Nel mio stomaco”.

Le parole delle canzoni

E’ il terzo Album, realizzato ancora con Zibba, un gruppo musicale con il quale aveva già collaborato in passato, che contiene 11 tracce,  tra cui “Qualcuno che ti vuole bene”, scritta e interpretata insieme a Bianco, e “Non ti preoccupare”, brano che ha vinto proprio il Premio Bianca d’Aponte 2018, come “Miglior testo”. Due altri brani li ha realizzati insieme a Marco Rettani, paroliere e scrittore raffinato.

Ecco cosa dice Giulia a proposito del suo lavoro: “«Nel mio stomaco è un disco in movimento, fatto di canzoni di passaggio . Si sviluppa come una sorta di viaggio che può svolgersi all’interno, tra le emozioni e i cambiamenti che ci riguardano come persone, o all’esterno, tra le cose, le relazioni e ciò che accade intorno a noi».

Chi è Giulia Pratelli? Dal 2014 è nel cast di Fiorello nella sua “Edicola Fiore” ma è stata più volte ospite nei concerti di Marco Masini, Edoardo Bennato, Diodato. Ha creato e organizzato uno spettacolo musicale in onore di Lucio Dalla, intitolato “Come è profondo il mare”. Dal 2020 apre alcuni concerti di Paolo Benvegnù.

Come potremmo definire le canzoni di Giulia?

Forse, prendendo spunto da scrittori più importanti: la poetica delle piccole cose. Perché, in realtà, Giulia si sofferma sui dettagli della vita di ogni giorno che possono apparire insignificanti ma non lo sono perché fanno parte del nostro esistere quotidiano.

Non tira in ballo immagini precise, ma allude e sa far emergere sensazioni essenziali nella loro immediatezza, come meraviglia, dubbio, stupore, malinconia, paura. Il tutto attraverso un lessico semplice, immediato, spontaneo che arriva dritto al bersaglio.

“Perché ci immaginiamo il cuore come posto perfetto dell’amore. Nel mio stomaco – sostiene Giulia – c’è un posto!”

La voglia di uscire dal guscio, di condividere delle amicizie profonde e disinteressate, sistemare le cose, anche quelle banali, come aggiustare una serratura,  mentre le stagioni, i mesi passano e segnano il nostro cambiamento:  l’estate, i viaggi, l’autunno,  le metropoli (Roma e Milano) e il futuro, le speranze e i sogni.

Le paure delle donne

Su tutto, come sottotraccia, aleggia qua e là la paura di quello che può succedere, guidando, o quando una donna si trova sola, esposta ai pericoli dell’ignoto in una società che purtroppo sembra sempre più violenta contro di loro.

“Non ti preoccupare” è il mantra di ognuno di noi, ripetuto all’infinito, e quasi con valore scaramantico. Non vorremmo che chi amiamo si preoccupasse per noi, eppure abbiamo bisogno che sia così, per sentirci, anche se illusoriamente, più protetti.

Un disco e i suoi protagonisti

Il nuovo album di Giulia Pratelli dal titolo “Nel mio stomaco” (Blackcandy Produzioni) sarà disponibile prossimamente anche in formato fisico. Hanno contribuito alla realizzazione del disco, oltre alla voce e alle chitarre acustiche di Giulia Pratelli, anchele chitarre elettriche e acustiche di Luca Guidi. Inoltre, al pianoforte e tastiere: Edoardo Petretti. Al basso elettrico e contrabbasso: Toto Giornelli. Alla batteria: Filippo Schininà. Al violoncello: Novella Curvietto.

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