20 Ottobre 2021

Torna la quinta edizione di “Asma Zero Week”

Un nuovo approccio dei pazienti nel trattamento dell’asma attraverso la cura costante e controlli periodici: con questo obiettivo, torna ASMA ZERO WEEK, evento nazionale dedicato alle persone con asma che dal 7 all’ 11 giugno metterà a disposizione consulenze specialistiche gratuite in oltre 50 Centri specializzati in tutta Italia prenotabili con il Numero Verde 800 62 89 89.

La campagna promossa anche quest’anno da FederASMA e ALLERGIE Odv – Federazione Italiana Pazienti, con il patrocinio della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC) e della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), in partnership con AstraZeneca, intende sensibilizzare gli oltre 3 milioni di pazienti in Italia, sull’importanza della prevenzione degli attacchi d’asma e la possibilità di ridurne l’impatto sulla vita quotidiana attraverso l’adozione di corrette strategie terapeutiche, informando, in particolare, circa i possibili rischi connessi ad un abuso dei broncodilatatori a breve durata d’azione (SABA). Sono circa 300 milioni le persone nel mondo chiamate a convivere con l’asma, 1 ogni 20. Dispnea, sensazione di costrizione toracica, tosse e broncospasmo sono i sintomi principali che richiedono l’attenzione dello specialista. 

Migliaia di persone con asma in tutta Italia avranno quindi l’occasione per effettuare, in modo comodo e facile, una valutazione di controllo dello stato di malattia e ricevere informazioni e consigli utili alla sua gestione” – dichiara Alessandra Peres, Delegata FederASMA e ALLERGIE Odv.

Un problema assai diffuso nell’approccio dei pazienti alla malattia è l’affidamento eccessivo dell’uso dei SABA che può diventare abitudine se non dipendenza e abuso. Attualmente la comunità scientifica tende a prendere le distanze dall’uso dei soli SABA, che agiscono sui sintomi e non sull’infiammazione sottostante, e il cui uso regolare o addirittura frequente può essere un segno di scarso controllo della malattia, aumentandone il rischio di riacutizzazioni.

Per aumentare la consapevolezza del paziente asmatico sul tema è stato sviluppato uno strumento di autovalutazione concepito dal professor Rob Horne, University College London. I pazienti possono fare questo breve test sul sito www.asmazero.it per rilevare la propria percezione sull’uso dei farmaci e valutare un eventuale uso eccessivo di SABA. In base alle risposte fornite, il test indica se il paziente è a rischio basso, medio o alto di fare un eccessivo affidamento sul proprio “inalatore blu” ed è invitato a cogliere subito l’occasione offerta da ASMA ZERO WEEK per parlarne con un medico specialista. A sostegno di questo test di autovalutazione Astra Zeneca ha promosso una campagna di comunicazione dal titolo «Quanto utilizzi il tuo spray per l’asma?» 

Professor Giorgio Walter Canonica

“La suscettibilità degli asmatici all’infezione appare ridotta. Un recente editoriale del British Medical Journal ha evidenziato come vi sia stata un’importante contrazione delle riacutizzazioni severe d’asma a livello della medicina territoriale e di accessi ospedalieri, probabilmente riconducibili a un aumento della richiesta da parte dei pazienti con patologie croniche delle vie aeree di corticosteroidi inalatori legato a una maggiore sensibilità verso la patologia indotta dalla pandemia e a una migliore aderenza terapeutica rispetto a quanto raccomandato da specialisti e società scientifiche” – sottolinea il professor Giorgio Walter Canonica, Professore di Medicina Respiratoria, Humanitas University; Responsabile Centro Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia, Humanitas Research Hospital, Rozzano (MI); International Advocate GINA (Global Initiative for Asthma).  

Non solo, ma un recente studio curato dalla professoressa Paola Rogliani mostra che i pazienti con asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sono a minor rischio di ospedalizzazione in caso di Covid-19. 

Questo risultato all’apparenza “paradossale” potrebbe essere correlato all’effetto protettivo dei corticosteroidi inalatori (ICS) somministrati in tutto il mondo alla maggior parte dei pazienti asmatici e con BPCO” – spiega la professoressa Paola Rogliani, Professore Associato di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università di Roma Tor Vergata; Direttore UOC Malattie Apparato Respiratorio, Dipartimento di Emergenza e Accettazione, Fondazione Policlinico Tor Vergata – “Ciò sosterrebbe indirettamente l’evidenza che gli ICS possono migliorare il decorso clinico del Covid-19, probabilmente modulando l’espressione dei recettori che facilitano l’ingresso del virus nelle cellule ospiti”.

Da non trascurare infine, in questa stagione, la correlazione tra asma, allergie e inquinamento atmosferico. L’inquinamento atmosferico provoca infatti morbilità e mortalità significative nei pazienti con malattie come asma, rinite allergica, rinosinusite cronica e broncopneumopatia cronica ostruttiva. L’approccio al trattamento dell’asma è complesso e continuamente aggiornato. L’indicazione per i pazienti è di effettuare controlli periodici per monitorare la gestione della malattia.

Tutte le informazioni sui centri aderenti e le modalità di prenotazione delle consulenze sono disponibili sul sito.

                      

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