30 Settembre 2022

Silvana Mangano, riservata e distaccata

Figlia di un ferroviere e di una casalinga, nasce a Roma nel 1930. Sin da ragazzina mostra passione per la danza e a soli sedici anni frequenta la scuola di ballo diretta da una nota maestra: Jia Ruskajia. Conosce nel quartiere romano di San Giovanni il ventiduenne Marcello Mastroianni.

Nasce un flirt e l’attore, alcuni anni dopo, ammette che era una ragazza bellissima dal forte temperamento. Si mostra geloso nei suoi confronti e deve purtroppo arrendersi quando Silvana sparisce nel nulla senza chiarire i motivi di questo suo allontanamento.

Dopo questo ingiustificato addio, incontra il produttore Dino De Laurentiis che la vuole come interprete protagonista del film ”Riso amaro” sotto la regia di Giuseppe De Santis. Il film riscuote grande successo e l’attrice, inquadrata nella parte di una esuberante mondina, diventa presto un autentico sex symbol.

Il produttore se ne innamora presto e ci vorranno ben sette richieste di matrimonio per poterla finalmente conquistare e sposare. Non sappiamo sino a qual punto tale amore fosse totalmente ricambiato. Ci viene riferito che, sul set, continua a definirlo ”Er padroncino” mentre, anche dopo il matrimonio, insiste sempre nel chiamarlo De Laurentiis.

Silvana Mangano andrà incontro a ben quattro gravidanze (Veronica, Raffaella, Federico e Francesca). La recitazione nei vari film viene ovviamente rallentata e lei, in una rara intervista, concessa a Camilla Cederna, si confida: ”Quando da giovane facevo del cinema, i miei genitori arricciavano il naso. Adesso che non voglio più farne, sono loro che mi spingono. Mi parlano persino dei doveri che ho verso il pubblico”.

Spesso si chiude in un profondo mutismo, forse perché in cuor suo provata da una vita senza dubbio ricchissima, ma che ritiene soffocante. Gli amici sono pochi, ma assai qualificati. Tra gli altri, Alberto Lattuada, De Sica, Comencini, Monicelli, Gassman.

Quando interpreta ”Teorema” di Pier Paolo Pasolini, film che una parte del modo cattolico definisce osceno, il regista si rende conto che la particolare trama della pellicola possa aver urtato la sensibilità dell’attrice e le scrive: ”Cara Silvana, è tanto che ti devo una lettera. Una lettera se non un mazzo di magnifiche rose. Invece di scrivertela privatamente, te la scrivo pubblicamente. Ciò non pone dei limiti alla confidenza, e all’affetto, ma le conferisce forse un maggior valore.”

Con questo incipit Pasolini desidera, a suo modo, chiederle scusa per lo scandalo che il film ha provocato. Segnaliamo infine che l’ultimo film di Silvana Mangano, ”Oci ciornie” (1987), consente all’attrice di ritrovare sul set un Marcello Mastroianni decisamente maturato e professionalmente ineccepibile.

Si separa da De Laurentiis e la sua salute, aggravata dalle migliaia di sigarette fumate in tutta la sua vita, è assai compromessa. Poco prima di morire dice alle figlie tout court:“Sono stata uccisa dal tabacco”. E’ il 16 dicembre 1989.


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