venerdì, Maggio 8, 2026

Ipertensione polmonare

Riconoscere i sintomi può salvare la vita

Fiato corto, stanchezza, palpitazioni, gonfiore delle gambe: segnali troppo spesso minimizzati o scambiati per altro. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ipertensione Arteriosa Polmonare, AOP Health rilancia l’urgenza della consapevolezza sui sintomi della patologia

Manca il respiro salendo le scale. Ci si sente stanchi senza un motivo apparente. Il cuore batte in modo strano. Sintomi che quasi tutti, prima o poi, hanno avvertito, e che per questo vengono spesso minimizzati, attribuiti allo stress, alla stagione, all’età. Ma per alcune persone questi segnali nascondono qualcosa di più serio. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ipertensione Polmonare, l’attenzione si concentra su un gruppo di patologie rare e complesse che colpiscono i polmoni e il cuore, tra cui l’Ipertensione Arteriosa Polmonare (IAP), una delle forme più gravi. Si tratta di una malattia rara, cronica e progressiva che interessa i vasi sanguigni dei polmoni e che, se non diagnosticata e trattata in tempo, può portare a danni cardiaci irreversibili. AOP Health rinnova il proprio impegno nella presa in carico di questa patologia, che in Italia interessa circa 3.000 persone e che continua a essere sottostimata e diagnosticata troppo tardi.

Sintomi silenziosi, malattia invisibile

L’Ipertensione Arteriosa Polmonare (IAP) si manifesta quando i vasi sanguigni dei polmoni si restringono, causando un aumento anomalo della pressione nelle arterie polmonari. Il cuore destro è costretto a lavorare sempre di più per vincere questa resistenza: nel tempo si affatica, si dilata, perde efficienza. Come racconta la campagna “IP INFORMARSI E PREVENIRE” lanciata da AOP Health Italia in partnership con Associaizone Ipertensione Polmonare Italiana OdV e Associazione Malati Ipertensione Polmonare ETS, il cuore, proprio come qualunque muscolo sottoposto a uno sforzo prolungato, a un certo punto si stanca — e quando questo accade, si allarga e la sua funzione di pompa si indebolisce progressivamente. La patologia colpisce tra le 15 e le 50 persone ogni milione di abitanti, prevalentemente in età adulta, con una maggiore incidenza nelle donne rispetto agli uomini. I sintomi più comuni sono il fiato corto — inizialmente da sforzo, poi anche a riposo — la stanchezza, le vertigini, le palpitazioni. Il dolore toracico e il gonfiore alle gambe e alle caviglie possono essere ulteriori campanelli d’allarme: riconoscerli è il primo passo per agire in tempo. Data l’aspecificità di sintomi, la diagnosi arriva spesso dopo anni. Un intervallo in cui la malattia può progredire significativamente verso lo scompenso cardiaco, riducendo le opzioni terapeutiche e peggiorando la prognosi.

Cosa fare se si riconoscono i sintomi

È importante rivolgersi rapidamente al proprio medico di famiglia, che può indirizzare verso una visita specialistica cardiologica. Il primo accertamento è l’ecocardiografia, un esame non invasivo che fornisce indicazioni sulla funzionalità cardiaca e sull’eventuale presenza della IAP. In caso di sospetto, la diagnosi dovrà essere confermata con ulteriori indagini, tra cui il cateterismo cardiaco, eseguibile nei centri specializzati, che consente la conferma definitiva e l’avvio di un percorso terapeutico mirato.

Giovanna Manzi, dirigente medico presso il Dipartimento di Scienze Cliniche, Internistiche, Anestesiologiche e Cardiovascolari del Policlinico Universitario Umberto I, Università La Sapienza di Roma e prima autrice della pubblicazione “2025 expert consensus on the use of parenteral prostanoids in incident and prevalent PAH patients: The Italian perspective,”recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Vascular Pharmacology e frutto del lavoro di oltre trenta specialisti provenienti dai principali centri italiani dedicati all’IAP – sottolinea: “Il messaggio che emerge con chiarezza da questo lavoro è che nel trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare il tempo è una variabile terapeutica decisiva. I dati che abbiamo analizzato e condiviso mostrano che i prostanoidi parenterali, impiegati precocemente e in combinazione con altri farmaci specifici, sono in grado non solo di rallentare la progressione della malattia, ma in alcuni casi di recuperare parzialmente la funzione del ventricolo destro. Questo rimodellamento inverso è un risultato importante per una patologia che fino a pochi anni fa lasciava pochissimo spazio all’ottimismo.”

Questo consensus rappresenta il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto la quasi totalità degli esperti italiani nel campo dell’ipertensione polmonare,” aggiunge Carmine Dario Vizza, tra gli autori del medesimo consensus e direttore dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Cardiologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I di Roma. “Aggregare competenze diverse in un percorso scientifico rigoroso, condiviso e di elevato valore clinico dimostra la maturità della disciplina in Italia e la capacità dei nostri centri di lavorare in sinergia. Dietro ogni statement condiviso, dietro ogni raccomandazione terapeutica, c’è una persona che aspetta una diagnosi, che affronta percorsi terapeutici complessi, che desidera vivere pienamente. È a loro che questo lavoro si rivolge, con l’obiettivo di superare la variabilità nell’accesso alle terapie, promuovere la precocità di diagnosi e di intervento e garantire un approccio terapeutico tempestivo, precoce e personalizzato, attento alla qualità di vita del singolo paziente.”

“L’Ipertensione Arteriosa Polmonare non rappresenta solo un carico fisico, ma ha importanti ripercussioni emotive e sociali, su pazienti e familiari. Per questo il nostro impegno nelle terapie integrate, va oltre lo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative, attraverso l’integrazione con dispositivi medici per la somministrazione, servizi di supporto domiciliare con consegna diretta dei farmaci, assistenza infermieristica dedicata e un numero verde attivo 24 ore su 24. La collaborazione tra comunità scientifica e industria è fondamentale per garantire percorsi di cura efficaci e vicini ai bisogni dei pazienti, in particolare nell’ambito delle malattie rare”, dichiara Nicola Zancan, VP Europe & AD Italia di AOP Health.

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