…La Lombardia “fa rete”. Nasce il Co.Re.SM per abbattere i confini tra cura e paziente
Non più una costellazione di centri isolati, ma un unico cervello collettivo al servizio dei pazienti. La Lombardia traccia una nuova rotta nella gestione della Sclerosi Multipla (SM) istituendo il Co.Re.SM, il Comitato Regionale di Coordinamento. L’obiettivo è ambizioso: trasformare la complessità della burocrazia sanitaria in una risposta clinica immediata, omogenea e d’eccellenza per gli oltre 23.000 cittadini lombardi che convivono con questa patologia.
I numeri di una sfida sociale
La Sclerosi Multipla è la prima causa di disabilità neurologica nei giovani adulti. In Italia i casi superano quota 140 mila, ma è in Lombardia che la sfida si fa più serrata, con circa 600 nuove diagnosi ogni anno. Numeri che impongono un cambio di paradigma: la cura non può più essere solo “somministrazione di farmaci”, ma deve diventare un “progetto di vita”.

La Governance come medicina
Presentato nei giorni scorsi a Milano a Palazzo Pirelli durante un evento promosso da Italian Health Policy Brief (IHPB), con il contributo di Merck, il nuovo tavolo tecnico per dare sostanza alle raccomandazioni Agenas, un organismo di governance in grado di coordinare le reti dei Centri che operano sul territorio lombardo.
“Istituendo un organismo di coordinamento per la gestione della SM rafforziamo un modello sanitario che punta sulla qualità, sull’integrazione e sulla capacità di fare rete,” ha spiegato Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio e Finanze della Regione Lombardia- mettere in connessione competenze già presenti sul territorio significa garantire ai cittadini affetti da sclerosi multipla risposte tempestive, appropriate e uniformi in tutta la regione. L’innovazione si configura come leva strategica per l’evoluzione del sistema, attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate, strumenti di data analytics e modelli organizzativi evoluti, finalizzati al miglioramento dell’appropriatezza assistenziale, dell’efficienza dei processi clinico-organizzativi e della sostenibilità nell’allocazione delle risorse”.
Il Co.Re.SM non è un semplice ufficio, ma una piattaforma di governance capace di armonizzare il lavoro degli oltre 30 centri specializzati distribuiti sul territorio. L’idea è semplice: che il paziente si trovi a Milano o in una zona periferica, deve avere accesso allo stesso standard di innovazione e agli stessi percorsi di riabilitazione.

Innovazione e “Real World Evidence”
L’armamentario terapeutico per la SM è in continua evoluzione. “Disporre di un organismo di coordinamento facilita l’allineamento tra i centri e accelera il trasferimento delle innovazioni nella pratica quotidiana,” ha sottolineato il Prof. Massimo Filippi Professore Ordinario di Neurologia, Neurofisiologia e Neuroriabilitazione presso l’IRCCS San Raffaele di Milano.
Ma l’innovazione non è solo chimica. Il futuro della sanità lombarda passa per i “Big Data” e più precisamente:
Monitoraggio costante degli esiti terapeutici.
Appropriatezza assistenziale per evitare sprechi e ritardi.
Integrazione ospedale-territorio per una presa in carico che non finisce dopo la visita in reparto.
Il fattore umano: il “Progetto di Vita”
A chiudere il cerchio è l’aspetto sociale. Per Lisa Noja, Consigliera regionale e Presidente dell’Intergruppo regionale Malattie rare, malattie neurodegenerative e neuroscienze, la governance è “ è fondamentale disporre di strumenti di coordinamento capaci di ridurre la disomogeneità e assicurare pari accesso alle cure più avanzate. La governance non è un concetto astratto ma deve essere una leva concreta di equità e qualità dei servizi sanitari”, mentre l’Avv. Paolo Bandiera (AISM) ricorda che il traguardo finale è il PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale). Si tratta del binario su cui correranno ricerca, assistenza neurologica e partecipazione sociale, garantendo che ogni paziente non sia solo “curato”, ma “accompagnato”.
Con l’attivazione del Co.Re.SM, la Lombardia non si limita a gestire una malattia, ma prova a disegnare il futuro della sanità pubblica: un modello dove l’organizzazione diventa, a tutti gli effetti, parte della terapia.

