29 Settembre 2022

Rosa Balistreri, la melodiosa cantante povera

La futura cantante, dotata di un singolare timbro vocale, nasce nel 1927 a Licata, in provincia di Agrigento e vive in uno dei quartieri più poveri della città. Trascorre un’infanzia permeata di molte sofferenze e conduce un’esistenza davvero miserevole.

Con l’intenzione di dare una mano alla sua famiglia, si dichiara disponibile ad effettuare qualsiasi lavoro: aiuta i contadini durante la mietitura, va a servizio presso alcune famiglie facoltose e, per arrotondare gli scarsi proventi, si mette a raccogliere fichi d’India selvatici per poi rivenderli per strada.

Compiuti i sedici anni, si sposa senza amore con un poco di buono che in poco tempo la priva degli scarsi averi disponibili. Lei reagisce tentando di ferirlo, ma poi racconta tutto presso una stazione dei Carabinieri. Scontata la pena, decide di partire per Firenze assieme ad un suo fratello.

Qui trova un lavoro come dimestica e la domenica inizia a cantare presso teatrini di basso livello, facendosi comunque notare per la sua voce assai vibrante. Ha la fortuna di incontrare alcuni personaggi di un certo rilievo tra cui il poeta siciliano Ignazio Buttitta, il quale la convince ad accompagnare la sua melodiosa voce con una chitarra.

La prega contemporaneamente di coltivare ancor più seriamente la sua voce ricca di toni assai originali, struggenti ma al tempo stesso anche dolci, e scrive per lei alcuni testi. Con il suo tipico accento, Rosa Balistreri, grazie alle frasi suggerite da Buttitta, racconta in musica tutte le fatiche sopportate, la disperazione e la sua rabbia accumulatasi negli anni.

Inizia ufficialmente la sua attività nel 1966 con lo spettacolo ”Ci ragiono e canto” e le riesce di cantare nei teatri più tradizionali come il Manzoni di Milano e il Carignano di Torino. E’ spesso paragonata alla portoghese Amalia Rodriguez, ma la sua notorietà viene amplificata non tanto per la bellissima voce quanto per tutto ciò che riesce a trasmettere dal palco con quelle sue tristi canzoni che rispecchiano la sua vita da giovane.

In effetti, le sue parole ricalcano vecchie nostalgie provocate da situazioni molto disagiate, mentre lei stessa è in grado di riversare sul pubblico una cultura musicale tutta sua.

Purtroppo, a soli sessantatré anni, è vittima di un grave ictus cerebrale che non le lascerà scampo. E’ il 20 settembre del 1990.

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