giovedì, Gennaio 15, 2026

Rifondare l’Europa per evitare lo sfaldamento del continente

In un precedente articolo abbiamo segnalato l’uscita del nuovo libro di Gian Carlo Cocco, manager di valore e apprezzato docente universitario, intitolato “Sopravvivrà l’Europa? La guerra occulta degli USA contro l’Europa.” Un libro attualissimo, non solo di denuncia, per quanto a tratti dura e  amara, ma anche propositivo ed accorato  nell’auspicio che l’Europa possa uscire dal torpore – come accenna Marcello Foa nella sua prefazione – con una politica autonoma di taglio federalista, superando sia l’atteggiamento di sudditanza asservita che quello di velleitario ribellismo. Opponendosi così alle diverse forme di manipolazione che sta subendo attraverso il “capitalismo della sorveglianza”, che ha diffuso il “pensiero unico” e omologante, e il “turbo-capitalismo” con l’esaltazione di un monetarismo esasperato a vantaggio di pochi monopolisti.   

Al prof. Cocco abbiamo rivolto alcune domande.

Lei parla di crisi della democrazia. Questa crisi non è legata anche allo sgretolamento di alcuni miti del neoliberismo, quali il mercato come entità infallibile, la massimizzazione dei profitti come obiettivo principale, l’individualismo estremo come segno di successo, la crescita del PIL come unico obiettivo economico, la negazione della disuguaglianza e la supposizione di risorse illimitate? Secondo lei, il capitalismo può fare a meno della democrazia?

Gian Carlo Cocco: Il “mercato” dal tempo dei tempi è uno dei fulcri dell’evoluzione economica, sociale e civile dei popoli. Ma i mercati per svolgere il loro ruolo benefico devono essere regolati e devono basarsi sulla “fiducia”. E’ la stessa modalità che caratterizza gli sport competitivi: occorrono i regolamenti, ma soprattutto un’etica che ogni attore deve possedere e condividere. Ovviamente occorrono anche gli arbitri competenti e super partes che forniscono un ulteriore contributo  al rispetto delle regole del gioco.

I mercati, che il neoliberismo esasperato ha assoggettato alle componenti sostanzialmente finanziarie, presentano la caratteristica di non essere assolutamente regolati (se non tramite burocrazie complesse e spesso controllate da entità oscure). Si tratta di mercati che vengono presentati come ultima istanza giudicante e inappellabile delle attività economiche rese impalpabili tramite l’enfatizzazione dell’aspetto monetario. Di fatto questi mercati, fuori da ogni sistema di riferimento e controllo, rappresentato una sorta di tribunale spietato nei confronti di intere compagini nazionali e, quindi, ai danni di interi popoli.

Se in un’economia tradizionale, basata sulla produzione e distribuzione reale di ricchezza, il Prodotto Interno Lordo rappresentava un indicatore utile a stabilire la consistenza e la vivacità economica di una nazione, attualmente sta perdendo il suo significato sociale e politico in quando, come accade negli Stati Uniti e, in parte anche in Europa, la ricchezza di una nazione è ottenuta da emissioni monetarie che, con un gioco quasi di prestigio, va a sostenere una crescita inarrestabile dell’indebitamento pubblico. Debito pubblico e privato che si con una prospettiva inarrestabile e ormai fuori controllo.

Il capitalismo non imbrigliato dalla democrazia diviene una dittatura basata sullo sfruttamento estremo, peggiore delle autocrazie che dimostrano una certa attenzione alla distribuzione della ricchezza.

Il denaro da mezzo è diventato un fine, mettendo in evidenza l’avidità distruttiva delle élite, l’ossessione dell’accumulo di ricchezza, creando le disfunzioni della finanza creativa e speculativa. Come opporsi a questo trend che nasce dall’idea stessa di capitalismo?

Con l’insediamento di Trump è iniziato, inoltre, lo smantellamento di quelle policy aziendali che avrebbero reso il mondo un “posto migliore”. Numerose imprese stanno abiurando le politiche DEI (diversità, equità e inclusione) Si tratta di un vero e proprio riflusso che ha investito l’etica aziendale dopo l’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, a dimostrazione di come quei valori ora cancellati non rientrassero affatto nel DNA del nuovo management multinazionale.

Quando lei parla delle minacce che potrebbero arrivare dall’Intelligenza Artificiale, cosa ne pensa della deriva transumanista che sembra sia uno dei prossimi approdi di questa rivoluzione informatica (vedasi Musk) ?  La vera sfida non è cambiare la natura umana ma inibirne il peggio e favorirne il meglio.

Gian Carlo Cocco: L’ossessione per l’accumulo inarrestabile della ricchezza è una vera e propria patologia mentale studiata psichiatricamente a partire da Sigmund Freud. I miti tradizionali che fanno riferimento a questa patologia (come quello del Re Mida o dei papi ad Avignone) sono tutti basati su un accumulo di ricchezza concreto (oro, argento e pietre preziose). Questo accumulo si è trasformato da raccolta abnorme di “moneta sonante” in forzieri di moneta cartacea (Walt Disney ne ha tratto un emblematico personaggio super-avaro). Oggi l’accumulo, data la massa enorme di denaro, non è più raccolto in forzieri ma in ”nuvole digitali” evanescenti e terribilmente virtuali. Si è giunti alla esaltazione della patologia mentale della ricerca esasperata della “ricchezza” come modello sociale da invidiare e assecondare.

Questi nuovi magnati, in possesso di ricchezze che non sono più comprensibili in un mondo reale (fatto di produzione e distribuzione di beni e servizi) stanno vivendo un processo di auto-esaltazione che li porta a investire in deliri di onnipotenza nel quali possono divenire immortali o navigare nello spazio colonizzando altri pianeti.

Purtroppo l’Intelligenza Artificiale e lo sviluppo della genetica e della bioingegneria supportano questi deliri rendendoli in parte realizzabili, assorbendo risorse che difficilmente potranno dimostrarsi benefiche per le moderne nazioni.

Come comportarci di fronte ai politici che utilizzano risposte banali per mascherare o nascondere la complessità dei problemi e creare una polarizzazione all’interno dell’elettorato, già diviso da crisi e conflitti? La mancanza di un approccio razionale e la prevalenza di ideologie preconcette nella risoluzione dei problemi non creano forse una sorta di manipolazione delle masse, favorendone un controllo totalitario?

Gian Carlo Cocco: La storia ci insegna (dall’Antica Roma alla Modernità) che in periodi di crisi emergono sempre meno figure politiche in grado di manifestare, diffondere e perseguire obiettivi  strategici avendo a cuore il bene dei cittadini.

Attualmente nel mondo Occidentale, purtroppo, viviamo un periodo di profonda crisi e i rappresentanti politici risultano diffusamente mediocri. Spesso sono inseriti in un sistema di condizionamento internazionale magistralmente gestito dal “capitalismo della sorveglianza”. Il turbo capitalismo gestito dall’alleanza micidiale tra digitalizzazione esasperata e speculazione finanziaria estrema, sostanzialmente originato e diffuso dagli Stati Uniti e favorito dalla CIA e dal Pentagono.

Viviamo in un mondo nel quale la manipolazione delle masse non è più esclusiva delle dittature, ma si è diffusa subdolamente nelle democrazie. Marcello Foa  lo definisce un mondo soggetto ad un sistema (in)visibile nel quale nazioni, imprese e individui non sono più padroni del loro destino. Un mondo nel quale si è prodotta una regressione in “tribù” ferocemente contrapposte.

Un mondo nel quale, come sosteneva argutamente il politologo Gaetano Mosca, siamo tutti concentrati ad osservare l’ingombrante didietro degli orsi che via via scompaiono dalla scena nazionale e internazionale e non riusciamo a percepire il muso aguzzo delle volpi che stanno comparendo… Recuperare il pensiero critico è l’unico mezzo per uscire da questa “empasse”.

Segnaliamo che giovedì 17 aprile alle ore 9,30 sul canale televisivo “La Sette”, il prof, Cocco parteciperà ad una trasmissione gestita dal giornalista Ivo Mej nella quale si parlerà del libro “Sopravvivrà l’Europa?”.

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