giovedì, Gennaio 15, 2026

La vecchia favola della “Nineta”

Nella Milano del ‘400 esisteva una figura femminile, probabilmente una strega di fantasia, che i genitori di allora non smettevano mai di citare ai propri figli piccoli quando stavano per commettere una marachella o per creare qualche disobbedienza. Questa strega immaginaria, di nome “Nineta” (scritta con una sola ‘t’), la quale aveva una calza rossa per spaventare e accalappiare i bambini cattivi, non farebbe più paura ai bambini di oggi, abituati a film horror e a scheletri danzanti.

Ma in quegli anni, sentendo solo nominare la Nineta, i ragazzini milanesi si sentivano pervasi da timori vari e rabbrividivano. Tuttavia, per festeggiare la fine dell’inverno, era in uso, presso i contadini della periferia milanese, brindare con entusiasmo la fine di un incubo ossia la “ninetascia”. E proprio per festeggiare la fine della stagione fredda, le donne di un borgo decisero di impostare una festa tutte sole in una stalla scelta a caso, senza la presenza di quei rompiscatole dei loro mariti.

Ma un marito dalle orecchie lunghe aveva ascoltato lo strano programma femminile e si era precipitato a informare gli uomini del borgo. Giunta la sera concordata, le donne misero a letto i loro figli con un certo anticipo, salutando i mariti qualche ora dopo, i quali finsero di addormentarsi.

Le donne, ben contente di ritrovarsi sole chiacchierando e spettegolando, si ritrovarono davanti ad una ciotola di latte caldo con castagne lessate. Ma ecco lo scherzo preparato dai mariti, che ebbe di sicuro un grande effetto. Avevano infatti preparato una lunga calza rossa, imbottita di paglia. E lasciate le mogli intente a colloquiare nel modo più disteso, fecero “danzare” la calza rossa attraverso la botola che di norma serviva per gettare cibo alle bestie.

Con voce assai gracchiante dissero: “Donne andate a letto perché è già molto tardi e poi la Nineta sta per arrivare ! Ecco in anticipo la sua gamba tutta rossa”. Le donne, spaventate, corsero nelle loro case mentre i mariti dapprima risero e poi si consolarono con una mangiate di latte e castagne abbandonate dalle loro mogli.


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