Con l’arrivo dell’estate, le donne in perimenopausa si trovano ad affrontare una sfida complessa: gestire il “doppio calore”. A quello ambientale si somma infatti quello interno, scatenato dalle fluttuazioni ormonali. Il fenomeno, un tempo vissuto nel silenzio, è oggi al centro di un vero e proprio sdoganamento culturale guidato dai social (in particolare TikTok), dove ha preso il nome di “cougar puberty” (la pubertà delle leonesse).
I numeri parlano chiaro: secondo lo studio scientifico SWAN Menstrual Calendar, durante i mesi estivi le probabilità di soffrire di vampate di calore impennano del 66% (con un picco a luglio), mentre le sudorazioni notturne aumentano del 50% già a partire da giugno. In generale, la North American Menopause Society stima che tra il 75% e l’80% delle donne sperimenti questi sintomi vasomotori.
Che cos’è la perimenopausa e perché il caldo la peggiora?
La perimenopausa è la fase di transizione naturale che precede la menopausa (l’anno successivo all’ultima mestruazione). Di solito inizia intorno ai 45 anni e dura circa 6 anni, ma i primi segnali possono manifestarsi già a 30 anni.
In questo periodo, i livelli di estrogeni e progesterone oscillano violentemente, mandando in tilt l’ipotalamo, l’area del cervello che regola la temperatura corporea. Quando le temperature esterne si alzano, l’ipotalamo subisce un ulteriore stress, trasformando le notti estive in un incubo di insonnia e spossatezza.
“La perimenopausa non è una malattia, ma una fase di transizione naturale” spiega la Dott.ssa Giovanna Maria Cristina Napolitano, ginecologa della divisione scientifica di Sestre. “Purtroppo, molte donne si sentono ancora confuse e isolate durante le visite mediche. È fondamentale fare corretta informazione e costruire una rete di supporto multidisciplinare (ginecologo, nutrizionista, psicoterapeuta) per affrontarla con serenità e sicurezza.”

La discrepanza tra aspettativa e realtà
Un grande studio internazionale della Mayo Clinic (pubblicato sulla rivista Menopause e condotto su oltre 17.000 donne) ha rivelato un dato sorprendente: sebbene nell’immaginario comune la perimenopausa sia associata soprattutto alle vampate di calore (71%), i sintomi più frequenti e invalidanti riscontrati nella realtà sono l’affaticamento cronico (93-95%), l’irritabilità (80%) e il calo dell’umore (77%).
Inoltre, un’indagine della Wakefield Research evidenzia un forte divario informativo: il 66% delle donne tra i 38 e i 50 anni dichiara di essersi sentita più preparata ad affrontare la pubertà adolescenziale che la perimenopausa. Questa mancanza di consapevolezza ha risvolti concreti sulla vita di tutti i giorni: il 52% delle intervistate dichiara che questa fase ha influito negativamente sulla propria relazione sentimentale, e il 48% ha riscontrato difficoltà nel mantenersi attiva fisicamente.
I 3 consigli della ginecologa per battere il caldo
Per gestire al meglio i sintomi della cougar puberty durante la stagione estiva, la Dott.ssa Napolitano suggerisce tre pilastri fondamentali:
- 1. Attenzione ai “trigger” a tavola: Privilegiare cibi freschi e di stagione ricchi di antiossidanti (frutta, verdura, legumi e cereali integrali). Mantenere un’idratazione costante (almeno 2 litri d’acqua al giorno) e supportare il corpo con calcio, magnesio e vitamina D. Da evitare assolutamente: cibi piccanti, alcol, fumo, caffeina e bevande bollenti, noti per innescare istantaneamente le vampate.
- 2. Movimento intelligente: Praticare attività fisica moderata, ma solo nelle ore più fresche della giornata (al mattino presto o alla sera). Lo sport regolare è un alleato formidabile per regolare il sonno e sostenere il tono dell’umore.
- 3. Non minimizzare mai i sintomi: Se le vampate, l’ansia o l’insonnia compromettono la qualità della vita, non bisogna soffrire in silenzio. È fondamentale parlarne con il proprio ginecologo per valutare strategie personalizzate, che vadano dagli integratori naturali mirati fino a terapie farmacologiche su misura.

