1 Luglio 2022

Incendio sul traghetto Euroferry Olimpia. Felice Cicchetti eroe della porta accanto

Molti senz’altro avranno visto le immagini che i vari telegiornali hanno riferito riguardo l’incendio divampatosi intorno alle ore 4.30 del mattino del 18 febbraio scorso sulla nave passeggeri Euroferry Olympia della Grimaldi Lines.

L’incendio visto dalle navi di soccorso

La nave Euroferry Olympia era partita alle ore 1.20 dal porto greco di Igoumenitsa e era diretta al porto di Brindisi con 239 passeggeri e 51 membri dell’equipaggio. Mentre il traghetto si trovava a nord dell’isola di Corfù è scoppiato l’incendio nel sottostante interno stiva garage della nave dove c’erano TIR, camion, automezzi di diverse dimensioni e autisti degli stessi mezzi, italiani e di altre nazionalità.

Le cronache hanno riferito che l’equipaggio del traghetto ha subito tentato di spegnere l’incendio con le dotazioni di bordo, ma quando il comandante della nave ha capito la gravità dell’incendio ha subito lanciato l’allarme con la richiesta d’aiuto per il soccorso.

Operazione di spegnimento in corso

Già dalle prime immagini televisive della mattina di venerdì scorso si è capito l’entità e la gravità dell’accaduto. Solo alcune situazioni favorevoli e del tutto casuali hanno evitato il peggio: nei pressi di quell’area marittima, per altre motivazioni ed ordine di servizio, era in transito il pattugliatore italiano “Monte Sperone” della Guardia di Finanza che ha raccolto immediatamente l’Sos e si è portato subito presso la nave. Le buone condizioni metereologiche, inoltre, hanno così consentito l’evacuazione e il salvataggio dei passeggeri.

Il pattugliatore “Monte Sperone” della Guardia di Finanza è stato il primo ad arrivare sul posto per il soccorso e salvataggio, così le autorità marittime greche hanno dato l’incarico a coordinare i soccorsi e moltissimi sono stati i passeggeri messi in salvo e portati sulla nave italiana.

Immagine dello spegnimento della nave Olympia

Sia la Procura di Corfù che l’unità di crisi della Grimaldi Lines stanno seguendo l’evolversi della situazione per tutte le operazioni d’emergenza, per accertare le cause dell’incendio e svolgere le opportune indagini per capire le cause, oltre che arginare possibili perdite o sversamenti dei residui di carburanti. Al momento da notizie ufficiose sembra che l’incendio sia partito da un camion rimasto in moto, ma il tutto è da accertare.

Da quanto riferito dai vari corrispondenti dei media nei porti di Brindisi e di Corfù, e da quanto riferito dalle persone salvate, tutti raccontano che l’incendio è stato molto grave, ringraziano i soccorritori e, anche se hanno perso tutto quanto avevano con loro quali documenti, soldi ed effetti personali, sono tutti contenti di essere stati tratti in salvo. Al momento risultano ancora esserci 10 dispersi ma considerata la vasta entità dell’incendio, se il soccorso non fosse stato rapido, ci  potevano essere moltissime vittime e trasformarsi in una grande catastrofe marittima.

Un altro particolare della fase di spegnimento

Come già riferito solo la casualità dell’immediato intervento del pattugliatore “Monte Sperone” della Guardia di Finanza e l’arrivo di altre unità navali di soccorso è stata evitata una tragedia.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, già nella prima mattinata di venerdì, informato dell’incidente e dell’immediato soccorso e salvataggio da parte dei marittimi della Guardia di Finanza, ha subito chiamato il Comandante Generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafferana per fargli i complimenti chiedendo di esprimere l’apprezzamento e la Sua riconoscenza all’equipaggio della Guardia di Finanza.

I soccorsi presso l’isola di Corfù

Perché ho voluto riferire di un fatto di cronaca internazionale di cui tutti parlano? Il motivo è che sul pattugliatore “Monte Sperone”, al comando, c’era anche il Tenente Colonnello Felice Lodovico Cicchetti.

Ai più è soltanto il nome di un comandante che ha condotto una delicata e difficile operazione di salvataggio in mare aperto, ma il Tenente Colonnello Cicchetti, classe 1973, é un cittadino del territorio del Municipio 8, uno dei tanti bravi ragazzi che sono cresciuti presso i giardinetti di piazzale Accursio.

L’intervista al Tenente colonnello Felice Cicchetti

Lodovico Cicchetti ha frequentato la Scuola Elementare di via De Rossi, la Scuola Media di Via Gallarate e si è diplomato presso il Liceo scientifico Bottoni di via Mac Mahon. Un ragazzo che l’allora “Comitato spontaneo amici di piazzale Accursio” l’ha visto giocare e crescere lì nei giardinetti e alcuni amici suoi e dei genitori l’hanno seguito anche dopo il diploma, nel suo successivo percorso di formazione quando ha frequentato il corso per diventare sottoufficiale della Guardia di Finanza. In seguito ha continuato gli studi con un ulteriore maggiore impegno presso l’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo e di Roma con successiva specializzazione a Livorno. Adesso è in servizio al Comando della Guardia di Finanza di Messina, dopo aver svolto per molti anni il suo servizio in diverse località della Sicilia lì dove è cresciuta la sua carriera militare fino all’attuale grado di Tenente Colonnello.

F. L. Cicchetti durante il periodo dell’Accademia

Il Tenente Colonnello Felice Cicchetti dopo aver condotto le operazioni dal pattugliatore “Monte Sperone” per il salvataggio svolto insieme al suo equipaggio, è stato intervistato dai media e in una prima dichiarazione rilasciata agli operatori della RAI del Tg1 ha detto: “La nostra preoccupazione è stata quella di mettere subito a mare i nostri battelli di servizio per avvicinarci il più possibile e per verificare se in acqua ci fossero persone, che nel frattempo si fossero lanciati in acqua. Abbiamo cercato di contenere le emozioni il più possibile per cercare di essere più professionali e per verificare che non ci fossero persone sul ponte di coperta della nave. Abbiamo illuminato con fari, abbiamo proiettati con fasci di luce e fare vedere che a bordo in vicinanza della nave erano a due passi dalla salvezza. E dopo il salvataggio il pianto liberatorio, è avvenuto poi una volta abbandonato la nave, il panico e le preoccupazioni, poi dopo si sono tranquillizzati e qualcuno appunto piangeva”.

F. L. Cicchetti durante una esercitazione da campo

Il Tenente Colonnello Felice Lodovico Cicchetti, oltre ad essere cresciuto professionalmente presso la Guardia di Finanza quale bravo servitore dello Stato Italiano è cresciuto come uomo, poiché è sposato ed é padre di tre figli. Spesso ritorna a Milano dai genitori che abitano nei pressi di piazzale Accursio e quando è a Milano incontra volentieri i suoi vecchi amici di gioventù e non solo. A Lodovico e ai suoi genitori vanno i complimenti per quell’ex ragazzo di piazzale Accursio, orgoglio non solo dei genitori ma anche di chi lo conosce nel territorio.

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