giovedì, Marzo 5, 2026

Il Venerdì Santo in una vecchia parrocchia milanese

Eravamo nel 1480 e mancavano pochi giorni alla celebrazione delle funzioni del Venerdì Santo. Ed ecco che i parrocchiani della chiesa Santa Maria Incoronata (oggi in corso Garibaldi) decisero, senz’altro tardivamente, di dare inizio ad una processione penitenziale.

Ma esisteva un problema non di poco conto: mancava una statua che rappresentasse il Cristo Morto. Esisteva in chiesa un’effigie che si riferiva però al Cristo crocifisso, con le sue braccia spalancate, che si rapportava molto male con Nostro Signore giacente nel sepolcro.

Ricorrere all’acquisto di una nuova statua non si prestava affatto all’occorrenza, anzitutto perché i parrocchiani non avrebbero giustificato una spesa effettuata all’ultimo giorno e poi perché, soprattutto, non c’era più tempo a disposizione. A un fedele venne una intuizione che potremmo definire “saggia”: resecare le braccia del povero Nostro Signore crocifisso, avvolgendolo poi con un tessuto. Nessuno si sarebbe reso conto di questa manovra…

Ma qualcuno si oppose, affermando che era pure necessaria la figura della Vergine, curva e orante sul corpo di Gesù. E poiché mancava anche questa effigie, si pensò di ricorrere ad una figura in legno, presente in parrocchia, relativa a quella di Santa Marcellina, la sorella di Sant’Ambrogio.

Poiché le braccia di questa Santa erano poco evidenti, si pensò di aggiungere alla stessa le mani e gli avambracci che erano stati segati al Cristo. Coprendo poi le parti centrali della statua di Santa Marcellina con un panno, nessuno si sarebbe reso conto di questa operazione.

E la processione penitenziale ebbe luogo evitando qualsiasi problema, senza intaccare la fede di tutti i religiosi presenti.

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