17 Giugno 2021

Il giovane Giorgio Strehler: una Mostra fotografica a Novara

E’ a Novara che Giorgio Strehler, nativo di Trieste, ebbe le sue prime esperienze di intellettuale e regista teatrale. Qui pubblicò anche diversi articoli su testate locali (“Posizione”) fino a che non fu costretto ad andarsene in Svizzera e ci restò fino alla fine della guerra, quando poi si trasferì in modo definitivo a Milano, continuando il sodalizio con Paolo Grassi.

Novara fu una piccola ma fruttifera parentesi nella vita teatrale di Strehler, come sottolinea Clarissa Egle Mambrini nel suo libro “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”. E’ con questo spirito che nasce la mostra fotografica, realizzata dalla stessa Mambrini, insieme alla Pro Loco di Novara, che porta il medesimo titolo del libro e che si aprirà l’8 giugno al Quadriportico di Palazzo Natta a Novara, restando visitabile fino al 30 giugno.

Clarissa Egle Mambrini, presenta le foto che riguardano il giovane Strehler

La Mostra è un percorso fotografico in dieci sezioni con riproduzioni di immagini e documenti d’epoca. Sarà possibile anche leggere alcuni scritti del regista sul periodico “Posizione”, che fanno comprendere il clima vivace e creativo che anima la cittadina piemontese in quel periodo.

Qui, Giorgio elabora la sua personale visione dell’esperienza registica, la sua idea di “teatro d’arte”, cioè di un impegno artistico di alto profilo morale e civile, in grado di  facilitare una diffusione e una riflessione di temi culturali, politici e sociali nei confronti del pubblico.

Questo nuovo tipo di teatro, con una guida che non fosse solo un “regista ragioniere”, fu anche stimolato da Silvio D’Amico, che credeva che il teatro per trasformarsi da evento commerciale a evento artistico dovesse rinnovarsi a cominciare, appunto, da un nuovo modo di fare regia.

Durante la presentazione al Teatro Carcano

Importante in questo senso fu anche l’impulso di Luchino Visconti con la sua idea di “realismo” che puntava soprattutto ad abituare lo spettatore a cogliere gli aspetti psicologici e intimi dei personaggi sulla scena.

Ma fu con la fondazione nel 1947 del “Piccolo Teatro” di Milano, il primo teatro stabile e pubblico in Italia, che Strehler riuscì a mettere in pratica la sua idea, avendo la necessaria libertà registica e indipendenza politica. Ricordiamo che il suo ideale socialista fu importante per indirizzare le sue scelte teatrali.

Questo in linea con l’impegno politico del Sindaco di Milano di allora, Antonio Greppi, che, inaugurando il teatro aveva affermato con orgoglio che questa istituzione era destinata ad «elevare i costumi e illuminare le coscienze».

Il teatro venne inaugurato con la prima teatrale dell’Albergo dei poveri” di Massimo Gorkiy, nella stessa traduzione di Strehler che ne fu naturalmente anche il regista.

L’attore Gianni Santuccio protagonista del lavoro di Gorkiy (Foto Piccolo Teatro)

Un ricordo, quindi, che piacerà a chi ama il teatro e il grande regista triestino, che ci ha lasciato nella notte di Natale del 1997, nella sua casa di Lugano.

L’inaugurazione della mostra è prevista lunedì 7 giugno ore 17.00. L’esposizione sarà aperta al pubblico dall’8 al 30 giugno con ingresso libero e con i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle ore 8.00 alle ore 19.00, sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00

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