venerdì, Ottobre 16, 2026

Giro di vite: i furbetti del cartellino vanno licenziati in 48 ore

di Remo Righi

Renzi l’ha detto in modo energico. Ma credete che si otterrà qualcosa? E’ vero che nelle pubbliche amministrazioni ci sono persone serie che lavorano e rispettano le regole. Probabilmente la maggioranza.

Ma è anche arcinoto che sono tanti coloro che se la prendono più comoda o addirittura si comportano in modo illecito: timbrano il cartellino e poi se ne vanno a casa, oppure a fare la spesa o a divertirsi al mare o in barca. Altri timbrano al posto dei colleghi che addirittura non si presentano al lavoro. E di casi del genere ne emergono praticamente ogni giorno. Qualche tempo fa a Sanremo con il vigile che timbrava in mutande, più recentemente al Museo delle arti e tradizioni popolari a Roma con 10 dipendenti coinvolti.

Vediamo qualche dato tanto per capire se il fenomeno è così preoccupante come sembra. L’assenteismo nel settore pubblico tocca il 15%, tre volte di più del privato. Ma se questo andazzo va avanti da tempo, come mai non si è fatto nulla finora? La colpa è della legge come al solito troppo complessa e, forse, difficilmente applicabile. Ogni anno, infatti, ci sono circa 7000 procedimenti disciplinari intentati: di questi solo 200 vanno a segno con il licenziamento. Gli altri casi sono bloccati, non solo dai ricorsi, ma spesso dagli stessi dirigenti che coprono i loro collaboratori.

Ora il Governo sembra deciso ad aumentare le pene : quelli che verranno colti nella flagranza di reato saranno licenziati in 48 ore! Il Decreto approderà al Consiglio dei ministri tra due giorni. Ma nel giro di vite, entreranno anche i dirigenti che fino ad ora evitavano di applicare le norme per paura che la Corte dei conti decidesse il reintegro del fannullone. Se non procedono, anche loro rischieranno il licenziamento.

Nel balletto delle prese di posizione i ruoli sono già ben presidiati. La Confindustria (per inciso, la Bracco, Vicepresidente, è indagata per appropriazione indebita e illeciti fiscali per un milione di euro) appoggia il governo. I sindacati, come logico, sono contrari.

Questa volta crediamo che la posizione più coerente l’abbia presa Pietro Ichino, giuslavorista del PD, che ha detto che non basta punire l’assenteista ma occorre responsabilizzare i dirigenti “in relazione a risultati specifici, precisi e misurabili” che in caso contrario rischiano di perdere il posto. Come dire, il pesce puzza sempre dalla testa…

(foto ANSA)

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