25 Luglio 2021

Food Policy. I risultati dell’economia circolare nella città di Milano

di Sara Sedici

È stata pubblicata la ricerca “Economia Circolare del Cibo a Milano”, ideata da Novamont e sviluppata dal centro di ricerca EStà con il patrocinio del Comune di Milano e della Fondazione Cariplo, come contributo all’attuazione della Food Policy cittadina.

Tre gli ambiti che sono stati analizzati per comprendere i risulti della food policy sul sistema alimentare: i rifiuti urbani legati al cibo, la redistribuzione delle eccedenze di cibo fresco in ottica solidaristica e i fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue.

I dati rilevati dimostrano che Milano, grazie anche al sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti, ha una quantità di umido pro capite differenziata tra le più alte d’Europa – 154.000 tonnellate complessive raggiunte nel 2019 – da cui è stato possibile produrre 22.000 tonnellate di compost agricolo e 8 milioni di metri cubi di biometano.

Inoltre, grazie al recupero delle eccedenze di alimenti freschi si stima un impatto, sempre per il 2019, pari a circa 1700 tonnellate di cibo ridistribuito, equivalenti a oltre 900 tonnellate di CO2 evitate.

“In questo momento stanno crescendo diversi tipi di povertà – ha detto Claudia Sorlini, Vice Presidente Fondazione Cariplo – che toccano le persone in aspetti fondamentali della loro vita: alimentare, digitale, energetica, culturale. Un primo passo per contrastare la povertà è ridurre gli sprechi e mettere in rete quello che c’è, perché possa essere utile alla comunità, generando anche un riflesso positivo sull’ambiente. Anche il recupero energetico dai rifiuti e la restituzione alla terra dei nutrienti sotto forma di compost sono azioni che rispondono alla logica della circolarità. Fondazione Cariplo sta sostenendo iniziative di contrasto della povertà alimentare e digitale e di difesa dell’ambiente”.

Per quanto riguarda invece l’analisi sui fanghi di depurazione delle acque reflue, 59.000 tonnellate di fanghi sono stati destinati all’agricoltura o a vettore energetico, senza ricorso allo smaltimento in discarica.

“Milano sta dimostrando come è possibile implementare politiche in grado di trasformare una società dello scarto, che distrugge risorse invece di rigenerarle, in una che impara a fare di più e meglio con meno – dichiara Andrea Di Stefano, Responsabile Progetti Speciali e Comunicazione di Business di Novamont – occorre proseguire su questa strada, andando oltre gli ottimi risultati di raccolta differenziata, per ridisegnare i sistemi di produzione, consumo e smaltimento e coniugare così economia e ambiente. Un’azione come quella della Food Policy, intrapresa dall’Amministrazione comunale in stretta collaborazione con Fondazione Cariplo, è fondamentale per comprendere quanto e come le strategie di policy territoriale possano incidere sul perseguimento degli obiettivi dei Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite”.

A questo lavoro hanno contribuito diversi attori pubblici e privati del sistema alimentare della città. Lo studio si è basato su interviste a 40 esperti tra i soggetti chiave del territorio milanese, che operano anche su scala sovralocale e che si occupano, a vario titolo, di economia circolare.

Potete trovare la ricerca completa qui.

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