Clarissa Colucci esordisce come leader, compositrice e cantante con un album che convince pienamente. È il jazz che desideriamo ascoltare quando cerchiamo un’atmosfera calda, sensuale, intima, confidenziale e sofisticata: non si limita a evocare la tradizione con nostalgia fine a se stessa, ma osa sperimentazioni audaci, intrecciando echi del passato senza eccessivi virtuosismi.
L’elegante equilibrio di Echoes from Home (dell’etichetta indipendente Wow Records) , tra armonie ariose e sonorità rilassate e introspettive, si trasforma in un’avventura emotiva da vivere appieno. La voce calda e raffinata della Colucci funge da collante ideale per questo amalgama sonoro.

I musicisti che la affiancano – Matteo Serra al clarinetto, Canio Coscia al sax tenore, Lorenzo Mazzocchetti al piano, Sergio Mariotti al contrabbasso e Federico Negri alla batteria – sposano con convinzione la stessa visione. Sanno immergersi nell’atmosfera, preservando un nucleo improvvisativo e armonico che cattura l’essenza delle composizioni, ispirate a un immaginario viaggio verso mete sconosciute, con tutti i rischi che ciò comporta.
La stessa Colucci offre le coordinate di questo viaggio: Un viaggio che non segue mappe, ma strade interiori fatte di curve, attese e ritorni. Ogni brano è un frammento di questo cammino: momenti di approdo e pace, altri di lotta e smarrimento. È la storia di un andare e tornare, di una ricerca senza fine tra echi lontani e silenzi interiori.

Dopo l’elegante apertura di “Fig tree“, spicca “Along the way“, una ballata jazz che evoca lo smarrimento emotivo dell’esplorazione dell’ignoto. Segue “Odysseus“, che dopo virtuosismi giocosi rientra nel solco di certi standard americani dello Songbook. Da segnalare la raffinata reinterpretazione di “Send in the Clowns” di Sondheim, dove riaffiorano l’ironia e il rimpianto del brano originale – immortalato, tra gli altri, da Frank Sinatra. Non da ultimo, “Stay there” e “Soli’cheat’ous“, un brillante gioco di parole che allude a una premura esagerata spinta fino all’inganno.
In sintesi, l’opera di Colucci rivela uno spirito evolutivo dell’improvvisazione, immerso in un’atmosfera di consapevole e intelligente emotività, che eleva ulteriormente la qualità del disco.
Per ulterori informazioni sull’artista: https://www.facebook.com/clarissa.colucci?locale=it_IT

