«Di sera» è il nuovo album di Rino De Patre, uscito per Abeat Records. Dodici brani in cui la chitarra del musicista abruzzese è assoluta protagonista.
Musica crepuscolare e nostalgica? Sì, ma molto di più. La chitarra di De Patre percorre con raffinata eleganza sentieri intimi ed emotivi, senza però fermarsi alla semplice contemplazione del passato. I suoi paesaggi sonori uniscono improvvisazione e profonda esperienza, intrecciando jazz contemporaneo, suggestioni mediterranee e aperture di world music.
Ne nasce un lavoro di grande respiro, frutto di un percorso durato anni. Partendo da una ricerca introspettiva e meditativa, l’album riesce a trasmettere una serenità profonda e una distensione inattesa, quasi liberatoria.
Lo spiega bene lo stesso artista: «Il tramonto è unico ogni sera e può essere un momento di intima solitudine di fronte all’infinito».
Un tramonto che non è sinonimo di tristezza, ma un’occasione magica di riflessione, di pace con se stessi e di riconciliazione con ciò che è stato e con ciò che verrà. In altre parole, si può convivere con la nostalgia e scoprire che può persino farci buona compagnia.
A sostenere questa narrazione sonora contribuiscono con grande sensibilità Alfredo Paixão al basso, Pasquale Fiore alla batteria e percussioni, Stefano Amerio alle tastiere, oltre a due ospiti di assoluto livello: Bob Sheppard (sax soprano) e Luca Aquino (tromba e flicorno).
Tra i brani da segnalare sicuramente “Landscape”, ma soprattutto la rivisitazione del celebre Notturno op. 9 n. 2 di Chopin. Nella versione di De Patre perde il paludamento romantico ottocentesco e acquista invece un lirismo delicato e una giocosa intimità contemporanea.
Da ascoltare con particolare attenzione anche la title-track “Di sera”: un brano elegante in cui sax e chitarra si inseguono alla ricerca di una profondità che si veste di una malinconia leggera, quasi invitando l’ascoltatore a fermarsi e riflettere.

