3 Dicembre 2022

La crisi economica colpisce anche i cinesi a Milano

di Ugo Perugini

I dati che riguardano le rimesse degli immigrati della provincia di Milano verso i loro Paesi di origine (riferiti al 2013) confermano una contrazione che supera il 30%. Dato nettamente al di sopra della percentuale italiana che si attesta attorno al 19,5%. E’ quindi soprattutto in Lombardia e nella nostra provincia che la crisi si manifesta maggiormente.

In particolare, a Milano in caduta libera sono soprattutto le rimesse cinesi (- 63,4%), seppure la Cina resta il Paese di maggiore destinazione, e rallentano in modo consistente anche quelle verso le Filippine (-13,4%), mentre sembrano reggere quelle verso il Perù e l’Equador.

Nonostante il momento difficile, risultano oltre 500 mila le famiglie nei rispettivi Paesi di origine che vengono mantenute grazie alle rimesse degli immigrati che lavorano nella nostra città: si parla di una media di 1900 euro l’anno. La voglia di fare impresa da parte degli immigrati, però, non si ferma: restano oltre 36.000 le imprese straniere che operano nella provincia di Milano, di cui 30.000 individuali.

La crisi si sente anche nella Chinatown milanese di Paolo Sarpi. Qualcuno ha cominciato ad abbassare le saracinesche per tornare in Cina o dirigersi verso altre mete, come l’America Latina. I settori più colpiti sono i negozi di abbigliamento e di casalinghi, regge ancora la ristorazione. Ma spesso non si tratta di partenze definitive, c’è chi fa avanti e indietro in attesa che i tempi migliorino.

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