domenica, Gennaio 18, 2026

Un “diavoletto” sfortunato

Un vecchio barcaiolo, con un viso decisamente deforme e un corpo assai sgraziato, veniva chiamato da tutti, persino dagli amici, “Satanino”. Era un soprannome molto scomodo che richiamava alla mente l’origine demoniaca dell’appellativo,ma, con il trascorrere degli anni, il polvero barcaiolo si era deciso, obtorto collo, di convivere con questo epiteto.

Un freddo giorno di marzo (ci troviamo nel 1712) il barcaiolo aveva trasbordato parecchi passeggeri, sul fiume Adda, da Oginate a Calolziocorte e ritorno. Giunto a sera particolarmente stanco, pensò di andarsi a bere un sorso di vino presso l’unica osteria di Olginate.

Tuttavia, giunto alla locanda, trovò l’uscio completamente sbarrato. Sorpreso, busso’ più volte, ma nessuno venne ad aprire. Per la verità, il titolare dell’osteria era a letto gravemente ammalato, assistito dalla moglie con le poche cure del caso a disposizione. Insomma, mancava ben poco prima che il poveretto rendesse l’anima a Dio.

E intanto il barcaiolo non voleva smettere di bussare, finché la moglie, spazientita, si affacciò alla finestra e grido’: “Chi è la’ a quest’ora della notte ?” “Sono Satanino”, rispose l’uomo con la voce quasi rauca.

La donna, molto spaventata poiché credeva che il demonio fosse arrivato sin li per prendersi l’anima del marito, sprangò la finestra e corse dritta dal curato da un’uscita posteriore, informandolo tutta tremante che all’ingresso dell’osteria c’era l’indiscussa presenza di Satana.

Il curato non perse tempo. Afferrò’ un recipiente nel quale aveva inserito dell’acqua santa e si recò a grandi passi verso l’osteria, acqua che poi rovesciò sulla testa del povero barcaiolo, rimasto esterrefatto per l’accaduto.

Solo molto più tardi l’equivoco venne chiarito e, dopo anni dal fattaccio, tra gli avventori ancora si chiedeva per celia se il diavolo fosse già partito dalla locanda o si fosse intrufolato in qualche angolo dell’osteria…

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