…il piatto che aiuta a ritrovare le forze durante le cure
Settembre è il mese dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sulle patologie ematologiche. L’AIL lancia la campagna “Mettiamoci a tavola” con un video-talk per fare chiarezza su come il cibo possa diventare un alleato fondamentale contro gli effetti collaterali delle terapie.
Affrontare una diagnosi di leucemia, linfoma o mieloma significa intraprendere un percorso complesso, in cui anche il semplice atto di mangiare può trasformarsi in una sfida. La nausea, la stanchezza profonda e le alterazioni del gusto causate dai farmaci rischiano spesso di allontanare i pazienti dal cibo, privandoli dell’energia necessaria per sostenere le cure.
Per questo motivo l’AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma) ha deciso di dedicare il mese di settembre — da sempre rivolto alla sensibilizzazione sui tumori del sangue — al tema della nutrizione, lanciando il progetto “Mettiamoci a tavola”.
Il cuore dell’iniziativa è un video-talk divulgativo, disponibile gratuitamente online, pensato per dare risposte pratiche e scientificamente fondate a pazienti e famiglie.
Un dialogo aperto tra medici e pazienti
A guidare il confronto è il biologo e divulgatore scientifico Aureliano Stingi, che ha messo attorno allo stesso tavolo medici, ricercatori e chi la malattia l’ha vissuta in prima persona. Tra gli ospiti:
Hellas Cena, docente e specialista in Scienza dell’Alimentazione all’Università di Pavia;
Rita Tavarozzi, ematologa dell’AOU di Alessandria;
Fortuna Inserra, paziente e rappresentante del Gruppo Pazienti AIL-FIL.
Dalla gestione dell’inappetenza ai piccoli trucchi quotidiani per ritrovare il sapore dei cibi, il talk affronta senza filtri la quotidianità della malattia.
No ai “rimedi miracolosi”: l’importanza di un piano personalizzato
Uno degli obiettivi principali del progetto è smontare le fake news che spesso circolano sul web, da diete improvvisate a presunti “cibi miracolosi” che promettono di sconfiggere il tumore.
Gli esperti ricordano infatti che non esiste una dieta unica valida per tutti: ogni paziente ha un quadro clinico differente e deve essere seguito da un’équipe specializzata in grado di adattare la nutrizione alle singole esigenze mediche ed emotive.
«Prendersi cura di una persona significa guardare alla sua salute nella sua interezza», spiega Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL. «Il cibo non è solo nutrimento: aiuta a recuperare forze e a ritrovare momenti di normalità in famiglia. Con questo progetto vogliamo dire ai pazienti che non sono soli e che la nutrizione fa parte della cura.»
Un aiuto concreto e gratuito sul territorio
L’impegno dell’AIL non si ferma alla teoria. In Italia sono già 19 le sezioni territoriali dell’Associazione che offrono consulenze nutrizionali del tutto gratuite, aiutando ogni anno circa 900 pazienti a gestire la propria alimentazione durante la terapia.
Come guardare l’approfondimento
Il video-talk “Mettiamoci a tavola: l’importanza dell’alimentazione in oncoematologia” è visibile gratuitamente sul canale YouTube dell’AIL e sul sito ufficiale dell’associazione (www.ail.it).

