di G.P.
Da qualche giorno è partita “Milano è nostra, non lasciamola a loro”, la nuova campagna di comunicazione promossa da Comune e AMSA per sensibilizzare i cittadini sul corretto smaltimento dei rifiuti e, in particolare, di quelli ingombranti.
Dal 2022 il fenomeno dello smaltimento illecito di rifiuti ingombranti sul territorio infatti è più che raddoppiato: solo nel primo semestre del 2026, infatti, si calcola che AMSA abbia effettuato circa 60mila interventi per la rimozione di scarichi abusivi dalle strade e dai giardini della città.
Il piano della campagna – che durerà fino a metà ottobre – prevede l’affissione di poster e locandine per tutta la città, ma anche animazioni digitali, graffiti sull’asfalto e video informativi diffusi sui canali social e sulle piattaforme digitali per informare i cittadini sul corretto conferimento dei rifiuti al fine di migliorare il decoro urbano e, di conseguenza, la qualità della vita di tutti.
Ma cosa si intende esattamente con il termine “rifiuto ingombrante”? Per lo più ci si riferisce a mobili e oggetti d’arredo voluminosi come armadi, tavoli, divani, poltrone, sedie e materassi, ma anche elettrodomestici e apparecchiature elettroniche come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, condizionatori, televisori, computer, aspirapolveri, ventilatori, ecc.
Ad oggi è possibile prenotare il servizio gratuito di ritiro a domicilio di rifiuti ingombranti per telefono oppure direttamente sul sito o sull’app PULIamo; per essere idoneo al ritiro, il materiale deve avere dimensioni inferiori a 2,5m e non superare i 50kg di peso. In caso di necessità, si può richiedere un altro ritiro dopo 30 giorni.
Una volta richiesto il servizio, l’oggetto da smaltire va (ove possibile) smontato e messo in sicurezza, e in seguito posizionato sul marciapiedi antistante il numero civico indicato in fase di prenotazione, nella fascia oraria prestabilita, in modo che non sia d’intralcio al passaggio pubblico.
Dall’anno scorso è inoltre possibile affiancare al ritiro di materiale ingombrante anche quello di piccoli RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) come smartphone, tablet, cavi, caricabatterie e batterie non più funzionanti.

