I più giovani la ricordano per la pizza a lei intitolata e per aver afferrato con le dita una coscia di pollo (da qui il famoso detto “la regina Margherita mangia il pollo con le dita”). Ma in realtà, la moglie del sovrano Vittorio Emanuele I era un’ottima comunicatrice e valida animatrice di frequenti salotti letterari.
Il 4 gennaio 2025 si era costituito a Monza il comitato “Margherita – 100 anni di cultura” che aveva subito tentato di far riscoprire questa nobile donna di sicuro temperamento. Arrivò alla reggia da principessa e le sue nozze con il sovrano furono celebrate presso il Duomo di Torino (anno 1868).
Indro Montanelli scriverà più tardi “E’ stata una vera e seria professionista del trono. Gli italiani compresero che se anche non avessero avuto un gran re, avrebbero avuto una grande regina”. Tanto l’impegno di Margherita fu vibrante nella vita sociale, politica e artistica, che lei stessa ispiro’ la moda del “margheritismo”.
Furono numerose le iniziative che contribuirono a tener vivo il suo ricordo, tra cui le musiche da lei promosse presso il palazzo del Quirinale. Ma soprattutto verrà celebrata in suo nome la ricostruzione della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, ove si conservano oltre 13 mila volumi di cui la sovrana era proprietaria.
A corte seppe gestire, ogni settimana, un circolo culturale ammirato da intellettuali e da poeti. Ma anche la sua organizzazione dei balli di corte fu notevole, anche perché spesso nascondevano un particolare piano diplomatico (vedi i suoi tentativi di assicurare una mediazione con l’aristocrazia, in stretto contatto con il pontefice dopo la presa di Roma).
Alla morte del suocero Vittorio Emanuele II (1878) Margherita divenne la prima regina d’Italia e, dopo l’uccisione del marito Umberto I a Monza, divenne regina madre. Si fece costruire la sua villa a Bordighera, inaugurata nel febbraio 2016. Si spense in tale cittadina il 4 gennaio 2026 a 74 anni.

