sabato, Febbraio 14, 2026

LA MEDICINA ESTETICA NELLA STAGIONE CALDA

Estate: tempo di weekend e delle prime vacanze. C’è la voglia di mantenere i risultati raggiunti con i trattamenti estetici. L’Obiettivo? Continuare a vedersi freschi e riposati.

Dario Tartaglini, Direttore Sanitario di Betar Medical a Milano

Il Dottor Dario Tartaglini, Direttore Sanitario di BETAR MEDICAL – Centro Specializzato in Medicina Estetica di Milano – e punto di riferimento per i pazienti che desiderano ottenere ottimi risultati – ha stilato un vademecum che rivela i “sì” e i “no” del periodo estivo ricordando anche come la Medicina Estetica sia un settore in continua evoluzione che ricorre a tecnologie sempre più avanzate e a trattamenti innovativi. I pazienti richiedono metodiche efficaci che permettano di migliorare il proprio aspetto senza dover  ricorrere al bisturi.

Uno di questi è il botulino che si può fare anche nei mesi estivi, ma con le giuste accortezze. “Non esistono –  fa notare il clinico – controindicazioni stagionali: il caldo non incide sull’efficacia della tossina botulinica. Basta evitare, per le prime 48 ore, l’esposizione diretta al sole, le saune, l’attività fisica intensa e le docce troppo calde. La tossina non è fotosensibilizzante e non altera l’abbronzatura. Molti pazienti scelgono proprio l’estate per un “refresh” del viso che li faccia sentire più a proprio agio in vacanza ricorrendo anche ai filler e alla biorivitalizzazione”.

Fra i nemici dei trattamenti estetici ci sono le cattive abitudini come il fumo che contribuisce a ridurre la durata dei filler sia per le labbra, sia per le rughe della zona periorale. Questa pratica va ridotta (a vantaggio della salute e della cute) e trattare le labbra con lipstick ricchi di sostanze idratanti.

Relax: concedersi dei piccoli “break” ogni giorno aiuta a mantenere bassi i livelli di cortisolo. Un eccesso al contrario può causare una cascata infiammatoria e una rottura di collagene, influendo negativamente sulla durata dei filler di acido ialuronico e i trattamenti a base di tossina botulinica.

Trascorriamo tante ore al giorno sui nostri cellulari e device. Incurvati su questi strumenti sforziamo gli occhi e corrughiamo la fronte che hanno dato vita a quelle che oltreoceano chiamano le “smart-phone wrinkles”, le rughe precoci accentuate dall’uso costante del telefonino. Le posizioni innaturali che viso e corpo assumono senza che ce ne rendiamo conto e per molte ore, contribuiscono alla riduzione della durata delle metodiche estetiche.

Gli strumenti tecnologici emettono quella che viene definita “luce blu”, composta da raggi Uv, da luce visibile e infrarossa con effetti negativi su pelle ed occhi. Un’esposizione prolungata può portare ad un eccesso di radicali liberi e conseguente formazione di macchie, rughe e riduzione della capacità protettiva della pelle stessa. Può compromettere anche l’attivazione delle cellule e dei fibroblasti dermici, responsabili della produzione di collagene, la sostanza che mantiene la pelle morbida ed elastica.

La “beauty routine” è fondamentale. Struccarsi prima di andare a letto e poi usare una crema che favorisca la rigenerazione cellulare delle ore notturne. Procedere ad una pulizia del viso mensilmente o a cicli di peeling delicati, indicati anche per il periodo estivo.

Mai senza protezione. OK al sole (basti pensare ai benefici della vitamina D), ma in sicurezza: evitare le ore di massima irradiazione tra le 11 e le 14, ed esporsi in modo graduale per dare possibilità alla pelle di difendersi attraverso l’abbronzatura. Usare creme solari con fattore di protezione superiore a 30 e 50 oppure 100 in viso (per evitare la formazione di macchie solari), rinnovando l’applicazione dopo due ore o anche prima se si fanno bagni. Va ricordato che le scottature sono in agguato anche con il tempo nuvoloso e che le creme a schermo totale, proteggono solo parzialmente. Non abbondate con la quantità: potreste ostruire i pori e provocare eruzioni cutanee.

Non usate i solari dell’anno precedente – avverte Tartaglini – se già aperti, col tempo e gli sbalzi termici si deteriorano e non svolgono più il loro compito di protezione. Usateli quindi solo se sono ancora sigillati e se li avete conservati al riparo da sbalzi di temperatura. La scelta del solare deve essere fatta con attenzione, tenendo conto non solo dell’indice di protezione, ma anche dei componenti e della resistenza all’acqua. “Sulle etichette viene indicata la composizione del solare, utilissima soprattutto in caso di allergie verso alcuni elementi”, spiega l’esperto.

Sonno: dormire 7-8 ore a notte aiuterà a svegliarsi con un volto più riposato e bello a tutto vantaggio del “look”. Non usare device prima di andare a letto. Bere tisane rilassanti fresche a base di camomilla, melissa e passiflora.

Nell’adulto, ma anche nei bambini, l’occhiale da sole è indispensabile per evitare la fotofobia. Al mare oppure in montagna, è importante avere sempre degli occhiali adeguati in base alle esigenze visive che sono legate anche ai difetti visivi.

Dottor Dario Tartaglini, tra i tanti temi “scottanti” dell’estate, uno dei più importanti è il fattore di protezione: cambia davvero in base al fototipo e, una volta presa un po’ di tintarella, può essere “scalato”?

Scalando il fattore di protezione solare quando si è più abbronzati, si riduce notevolmente la barriera di fronte ai danni che il sole causa alla pelle. Vale anche per le persone di colore, la cui pelle va comunque protetta dai raggi ultravioletti: rimane valida l’indicazione di utilizzare il fattore di protezione più elevato possibile, a prescindere dal fototipo.

Ogni estate si assiste all’eterno ritorno delle leggende urbane legate alle lampade solari: preparano davvero la pelle all’esposizione al sole?

L’intensità delle radiazioni emesse dalle lampade abbronzanti, di qualunque tipo, è decisamente più elevata di quella a cui siamo sottoposti alle nostre latitudini. Volendo fare un paragone, sottoporsi ad una seduta di lampada equivale a esporsi al sole nelle zone equatoriali. I raggi UVA emessi da questi macchinari, tra l’altro, non fanno che ossidare la melanina e non ne stimolano la produzione, un “compito” svolto invece dai raggi UVB. La lampada abbronzante va usata come preparazione all’esposizione solare, ma non come abitudine costante durante l’arco dell’anno…

Epilazione laser: quando interrompere le sedute in vista delle vacanze? E quando si può ricominciare?

Il consiglio è di attendere che la pelle torni al proprio colorito naturale come avviene in autunno-inverno, che resta il momento migliore per cominciare. Questo perché il laser non fa altro che “leggere” la melanina a livello del pelo, senza distinguerla da quella presente nella pelle. Per chi già ha intrapreso questo trattamento è importante tener presente che, se si fanno delle sedute quando si è abbronzati, l’intensità dei parametri del laser dev’essere ridotta in modo da evitare scottature. Vietata l’esposizione diretta ai raggi ultravioletti sia nei giorni precedenti sia nei giorni successivi alla seduta e interrompere la metodica almeno una settimana prima di quando si intende prendere il sole.

Immancabili i dubbi rispetto alla mappatura dei nei: sì, no, quando?

Meglio non farla quando si è abbronzati: quindi non solo è poco utile farla d’estate, se ci si è esposti al sole, ma è meglio aspettare che la pelle ritorni al suo colorito naturale.

Non da ultimo arrivano le perplessità rispetto a esposizione al sole e Vitamina D: è vero che i filtri solari molto alti ne riducono l’assorbimento?

Per stimolare la produzione di una quantità adeguata di vitamina D è sufficiente esporre al sole anche solo le braccia per circa 20 minuti al giorno. Contrariamente a quanto si possa pensare, una pelle abbronzata non aiuta, anzi riduce, la produzione di Vitamina D: questo per via dell’inspessimento della cute causato dall’esposizione al sole, che crea un “effetto barriera”.

Grande confusione regna rispetto all’alimentazione: integratori e cibi ricchi di beta-carotene favoriscono davvero l’abbronzatura?

È importante sapere che gli alimenti come carote e zucca o gli integratori alimentari contenenti beta-carotene non “preparano” la pelle al sole e non hanno  alcuna azione preventiva o protettiva (la crema solare va messa ugualmente). L’alimentazione deve essere variegata prediligendo frutta, verdura, legumi e pesce. Vanno evitati cibi grassi, fritture e dolci. Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno; ridurre il più possibile gli alcolici.

Dottor Tartaglini, per concludere, un suo pensiero sulla temuta “prova costume”

E’ un problema che forse genera più ansia di quello che vale: comunque qualche seduta di onde d’urto per contrastare “last minute” la cellulite può aiutare a plasmare la silhouette ridefinendone i contorni. Quello che conta è affidarsi sempre a professionisti abilitati: un trattamento fatto bene, anche in estate, è sicuro, discreto ed efficace.

Info: Dottor Dario Tartaglini – Direttore Sanitario BETAR MEDICAL – Studio Polispecialistico di Medicina e Chirurgia – Via Melzi D’Eril, 26 – 20154 MILANO – Tel. 02/36684785/6 info@betarmedical.it – www.betarmedical.it

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