mercoledì, Giugno 17, 2026

Karl Thomas Mozart, il “milanese” figlio di Amadeus

Il figlio del grande Amadeus, Karl Mozart, nacque a Vienna nel settembre del 1784. Il padre non ebbe materialmente tempo, tra un evento musicale e l’altro, di affezionarsi a questo figliolo, tanto che avviati i propri studi ginnasiali (peraltro incompiuti), venne affidato alla madre Kostanze, la quale, tenuto conto del suo palese tentennare ai corsi di musica (ai quali si era iscritto), lo invio a Livorno. Qui apri’ un negozio di pianoforti, ma la sua fortuna al riguardo fu decisamente scarsa.

Trasferitosi a Milano nel 1805 riprese a studiare musica affidandosi al maestro Bonifacio Asioli (1769 – 1832), ma si rese tuttavia conto che campare con i proventi della musica, almeno per lui, non faceva al caso suo. Consegui’ un diploma in pianoforte, è vero, ma decise di trasformarsi in contabile. Infatti, ritornati gli austriaci, volle diventare amministratore presso l’Imperiale Istituto di Contabilità Lombarda, conservando tuttavia dentro di se’, per sempre, il ricordo affettuoso del suo indiscusso padre.

Pur non sposandosi, ebbe una figlia che chiamò Costanza, morta purtroppo di vaiolo quando era ancora ragazzina. Karl Thomas viveva in una Milano spesso scossa da tumulti popolari e militari, ma egli volle estraniarsi da qualsiasi genere di coinvolgimento, concentrandosi esclusivamente sul suo lavoro d’ufficio sino alla pensione che ottenne a 66 anni nel 1850.

Tre anni più tardi acquistò una piccola casa a Caversaccio (oggi in provincia di Como) e da qui si recava spesso alle terme di Stabio, in Svizzera, per curarsi da certi disturbi provocati dalla gotta. Mori’ nell’ottobre del 1858, a Milano, lasciando la casa al suo domestico, come da atto testamentario regolarmente registrato, e alla morte di quest’ultimo, al Comune della località comasca.

I suoi resti vennero tumulati presso il cimitero della Mojazza, camposanto non più esistente, oggi individuabile tra le vie Dal Verme, Cola Montano, Angelo della Pergola e piazza Archinto. Purtroppo, durante la traslazione delle sue ossa al Cimitero Monumentale, esse andarono completamente disperse. Tuttavia, l’Associazione degli Austriaci di Milano, nel centenario della sua morte, fecero scolpire una scritta, collocata nello stesso cimitero, che lo ricorda ancora.

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