mercoledì, Luglio 8, 2026

Innovazione farmaceutica… 

…l’Europa a un bivio strategico per non perdere la sfida della competitività

Al centro del dibattito: Ricerca, investimenti e accesso alle terapie nella tavola rotonda promossa dall’azienda biofarmaceutica UCB e dall’Ambasciata del Belgio in Italia.

dati: Il confronto muove dal Technical Policy Report di LS Cube, che evidenzia i ritardi strutturali dell’Europa rispetto a USA e Asia e fotografa la situazione italiana.

L’Europa rischia di perdere il treno dell’innovazione medica globale. Sebbene resti un polo d’eccellenza per la ricerca scientifica, il Vecchio Continente sta cedendo terreno nell’attrarre investimenti e nel portare rapidamente nuove cure al letto del paziente.

I dati sono chiari: i lanci di nuovi farmaci in Europa sono crollati del 32%, mentre capitali, laboratori e studi clinici si spostano progressivamente verso Stati Uniti e Asia. Non si tratta solo di una perdita di competitività industriale, ma di un rischio concreto per la salute pubblica e per la capacità dei sistemi sanitari di garantire cure tempestive.

La tavola rotonda a Roma: istituzioni a confronto

Per rispondere a questa emergenza, si è tenuta a Roma – presso la Residenza dell’Ambasciatore del Belgio – la tavola rotonda “Competitività, investimenti e accesso all’innovazione in salute: una sfida per l’Europa”.

L’evento ha riunito i principali attori della politica sanitaria e industriale: rappresentanti dei Ministeri dell’Economia, degli Affari Esteri, delle Imprese e del Made in Italy, della Salute, oltre ai vertici di AIFA, esponenti del Parlamento e del corpo diplomatico europeo.

Il dibattito ha preso le mosse dal report tecnico-politico “Innovazione farmaceutica e competitività italiana. Vulnerabilità strutturali e impatti della politica MFN”, realizzato da LS Cube su iniziativa di UCB.

I nodi strutturali: perché l’Europa sta arretrando?

La perdita di attrattività europea non è un momento di crisi passeggero, ma il risultato di criticità profonde e consolidate:

Sotto-investimento cronico: l’investimento pubblico europeo in ricerca e sviluppo farmaceutico è meno della metà di quello statunitense; quello privato si ferma a un quarto.

Il ritardo italiano: l’Italia spende in R&S appena l’1,4% del PIL, contro il 2,2% della media UE e il 3,4% degli USA.

Fuga dei test clinici: nell’ultimo decennio, la quota europea di studi clinici commerciali si è quasi dimezzata, passando dal 22% al 12%.

Burocrazia e dipendenza: un quadro regolatorio frammentato rallenta l’accesso al mercato, mentre cresce la dipendenza da catene di fornitura extra-UE.

Il “caso” Italia

Nel panorama europeo, l’Italia vive una situazione ancora più complessa. Inclusa nei meccanismi internazionali di riferimento dei prezzi (legati alla politica MFN), presenta prezzi netti tra i più bassi d’Europa per i farmaci ad alta innovazione. Strumenti come il payback e le clausole di salvaguardia riducono ulteriormente i margini, rendendo il contesto italiano meno prevedibile e meno attrattivo per i grandi investitori.

La voce dei protagonisti

“La competitività dell’Europa nelle Life Sciences è una priorità che unisce industria e salute dei cittadini. Le nostre difficoltà nascono da vulnerabilità strutturali che richiedono una risposta condivisa. Se l’Europa non torna a valorizzare l’innovazione farmaceutica, i pazienti riceveranno le nuove cure con gravissimo ritardo. Difendere l’attrattività dell’Italia significa fare il bene dell’intero ecosistema europeo.” osserva Federico Chinni, General Manager di UCB Italia

“Belgio e Italia condividono una lunga tradizione di eccellenza scientifica e industriale. Il Belgio oggi è uno dei principali hub biofarmaceutici europei perché ha saputo fare rete. Creare un contesto favorevole agli investimenti e snellire la burocrazia non serve solo a consolidare la nostra leadership industriale, ma a garantire ai cittadini un accesso rapido alle migliori opportunità terapeutiche.” Sottolinea Andy Detaille, Ambasciatore del Belgio in Italia

Una finestra di opportunità irripetibile

Il settore si trova oggi davanti a un momento di transizione unico. Sono infatti sul tavolo riforme cruciali che ridisegneranno le regole del gioco: dalla revisione della legislazione farmaceutica europea al Critical Medicines Act, fino alla nuova Strategia europea per le Life Sciences e alla riforma della governance del farmaco in Italia.

La tavola rotonda ha confermato un principio chiave: la salute dei pazienti e la crescita economica non sono in contrasto, ma sono due facce della stessa medaglia. Solo un quadro regolatorio prevedibile, procedure di approvazione rapide e il sostegno alla produzione interna permetteranno all’Europa di mantenere la propria leadership scientifica e di tutelare la salute dei suoi cittadini.

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