sabato, Aprile 18, 2026

Il quartiere di Porta Romana nel ‘500

Si narra che in questo vecchio borgo milanese nascessero anticamente diverse persone che, per cultura o glorie acquisite, venivano definiti galantuomini oppure, se ci riferissimo al linguaggio moderno, dei veri gentleman. Tuttavia, con il trascorrere del tempo, tutti quegli uomini dediti ad attività commerciali legate a guerre o a capitani di ventura, si trovarono senza un’occupazione che consentisse un paritetico accumulo di denaro.

In molti casi furono costretti a mutare tenore di vita e ad abbracciare il mestiere di fabbro o di stagnino. Ma si accorsero ben presto che, malgrado il desiderio di cambiare le proprie attività, i guadagni non consentivano di riempire le proprie tasche come allora.

Ci fu però un “ideatore” che seppe ribaltare la situazione e infatti consiglio’ a diversi “galantuomini” di diventare albergatori oppure osti a capo di diverse taverne, impiegando quei capitali che erano stati accantonati a seguito di facili intrallazzi. E a loro fu consentito, si fa per per dire, di lucrare su viandanti e anche pellegrini di passaggio nella nostra città.

Questo loro mestiere, davvero poco nobile, consenti’ in breve tempo l’accumulo di soldi in grande quantità. Ma era destino che questa attività di “accalappia-quattrini” dovesse finire quanto prima. Si, perché i soldi guadagnati in modo molto disonesto, venivano spesi senza alcuna regola e dissipati in giochi d’azzardo, pranzi e divertimenti illeciti. Insomma, dopo aver sperperato il tutto, furono costretti a ridiventare fabbri o stagnini…

Questa figura del “non risparmiatore” è propria al giorno d’oggi di coloro che spingono la propria vita oltre il lecito per raggiungere un tenore di vita che si rivela poi controproducente. E così, contro speculatori e spendaccioni, queste persone non possono più, nemmeno oggi, ambire al titolo di “galantuomo”…

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