Presentazione
Venerdì 20 Marzo 2026 ore 16 – Book Pride Milano, Sala Adelaide,
Superstudio Maxi, Via Moncucco 35, Milano
Partecipano all’incontro:
Lorenzo Cresci, Autore
Mario Cucci, Editore
Eleonora Cozzella, Direttrice, Il Gusto (la Repubblica, La Stampa)
Reading a cura di Francesco Seminara, Il Gusto
Diego Crosara, Pastry Art Director, Marchesi 184
Ci sono insegne che raccontano ancora una storia. Come al Defilla di Chiavari, dove campeggia una bandiera svizzera. O al Caffè Gilli di Firenze o alla pasticceria Sandri di Perugia. Ci sono insegne invece che resistono sono soltanto nei ricordi e nei racconti.
C’è una biodiversità culturale che si è costruita nei secoli e che è composta da singole storie che descrivono un universo: quello dei pasticceri grigionesi. Un movimento che vive nei ricordi e nei musei svizzeri e mai raccontata in Italia, che pure vive un’autentica rivoluzione.

Dal ‘700 al ‘900 aprono nel nostro Paese migliaia di pasticcerie, portando l’idea del dessert al di fuori dei palazzi nobiliari, rendendola popolare. E hanno nella maggior parte dei casi una matrice: quella svizzera. A Firenze, nel 1848, delle 68 caffetterie e pasticcerie esistenti 27 sono a guida grigionese, a Trieste addirittura 21 su 37.
I “pasticcieri” non si limitano a sfornare dolci, alla lavorazione del latte, ma sono artefici di cambiamenti epocali esportando i segreti della pastorizzazione, inserendo il burro nel ciclo produttivo; sono cooperative di ingredienti e professionalità, uniscono il caffè ai dolci, le erbe che diventano liquori all’arte della birra. Investono in locali nel cuore delle città con ampie vetrine e tavoli in marmo per accogliere la nascente borghesia e trasformarsi in testimoni di storia (al Caffè Gilli di Firenze nasce il Futurismo, in altre città si sviluppa la Giovine Italia di Mazzini).
Caflisch a Napoli, Caviezel a Catania, le eleganti pasticcerie romane, gli svizzeri di Cagliari, quelli di Massa e Carrara, Klainguti a Genova. Quel passato è storia e resiste nella torta Helvetia di Mantova o negli Amor di Pontremoli e Borgotaro; è vivo in pasticcerie gestite dai discendenti di quarta o quinta generazione. Il Novecento l’ha solo scalfito, ma il cuore dolce dei grigionesi continua a pulsare. Quel movimento rivoluzionario lo abbiamo definito “La dolce vita” perché ci sono torte, cioccolata e gelati. Ma anche caffè e liquori. Da qui nasce un viaggio per l’Italia “degli Svizzeri” tra passato e un presente ricco di pasticcerie elvetiche.
L’autore è il giornalista del Gusto, Lorenzo Cresci, mentre la prefazione è firmata dal maestro Iginio Massari. L’autore sarà presente tutto il giorno per il firmacopie presso lo stand C31. è Multiverso di Mario Cucci, casa editrice autonoma con sede a Milano, è specializzata nella comunicazione di realtà legate al cibo e al vino. Realizza pubblicazioni suddivise in due principali macrocategorie: le guide e le monografie

Lorenzo Cresci
La Dolce Vita
un popolo di pasticceri e il loro sogno rivoluzionario
Con la prefazione di Iginio Massari
Pagine 240
Volume illustrato
Formato 17×24 cm
ISBN 979-12-985773-1-2
Prezzo 29,50 €

