giovedì, Aprile 30, 2026

Il Borgo degli Ortolani

Quartiere di antica formazione, edificato al di fuori delle mura milanesi, sorgeva lungo la strada che portava verso Varese. Peccato che abbia perso la sua originaria tradizione, quella di rifornire la città di diversi prodotti agricoli. Ma tant’e, il progresso sempre più presente nella vita milanese, ha finito col prevalere prepotentemente, eliminando quella storia del Borgo che, sino alla fine del 1800, aveva caratterizzato un’immagine milanese non più ripetibile.

Ma anche la tipica chiesa della “Santissima Trinità’ “, che catturava l’attenzione dei residenti e dei turisti, è stata demolita nel 1967 per sopraggiunte necessità urbanistiche. Ora sopravvive soltanto il piccolo campanile, prezioso pezzo di stampo medievale, che apparteneva ad un vecchio tempio, prima che sorgesse la “Santissima Trinità”, opera dell’architetto svizzero Fritz Metzger (1898-1973).

La zona del Borgo, tra le numerose rogge presenti e i fontanili, era destinata a possedere parecchie risorse idriche cosicché la produzione di ortaggi e verdure (non esclusa la frutta) era sempre al centro di contrattazioni con la città di Milano. Da qui il termine “Borg di scigollat” che possiamo tranquillamente tradurre con “Borgo dei produttori di cipolle”.

Posto a breve distanza dalla strada romana che collegava Mediolanum con il Varesotto, il vecchio Borgo vide la nascita di diversi casolari, ma anche della parrocchia “Sant’Ambrogio ad Nemus”, officiata inizialmente dall’Ordine di San Benedetto per poi essere passata all’Ordine degli Umiliati. Grazie alla sua vasta esperienza, visse qui fra’ Bonvesin de la Riva, diventato poi famoso per aver scritto, tra l’altro, una dettagliata guida turistica del territorio milanese.


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