sabato, Aprile 18, 2026

I “beoni” di Cinisello Balsamo

Ci troviamo nell’abitato di Cinisello Balsamo, parecchi secoli fa, il cui nome deriva da Cinixellum (dal latino non certo classico che in qualche modo si avvicina a “cenere”) e da Balsamum (vegetazione profumata). Se risaliamo al VI secolo dopo Cristo, ci rendiamo conto che la popolazione maschile, residente in questo piccolo borgo, era decisamente “allergica” alla messa domenicale.

Tutti i contadini se la prendevano comoda: chi si attardava sulla piazza del paese intrattenendo Tizio, Caio e Sempronio sulle possibilità di un raccolto di granaglie migliore, chi veniva attratto da una vicina osteria che accoglieva clienti nel nome del Dio Bacco, offrendo vino buono decisamente scontato, tanto da consentire a vecchi clienti la mescita di diversi bicchieri di quello…buono.

Ovviamente, al primo squillare della campana che preannunciava l’inizio della santa messa, mogli, cognate e sorelle si precipitavano brevemente fuori dal tempio per far presente ai loro cari che la funzione stava per iniziare. Il curato era veramente preoccupato per tutto ciò e non poteva rendersi conto di questa manifesta testardaggine di quasi tutti i suoi parrocchiani. Infatti, malgrado il supplicare delle donne, i paesani se ne stavano allegramente per conto loro, fuori dalla chiesa.

Pensa e ripensa, il curato ebbe un’idea del tutto brillante. Fece erigere, non lontano dalla chiesa un secondo campanile, e installo’ sulla sua cima una campanella dai suoni assordanti, che chiamava ad assistere alla messa, distogliendo tutti i presenti dalle chiacchierate tra amici o dalle bevute in osteria. Pare che questa lezione abbia interessato tutti i paesani, tanto da mantenere vivamente la propria fede assistendo ogni domenica, sempre puntuali, alla Santa messa.

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