Si parla con una certa frequenza di “progetti spugna” ossia si tratta di una pianificazione urbanistica del tutto speciale per ridurre le inondazioni, abbassare l’inquinamento idrico e per meglio conservare l’acqua durante i periodi di siccità. Ad esempio, in via Pacini, su una superficie di 2500 metri quadri, si è provveduto, a livello sperimentale, a ridurre il rischio idraulico.
Altre opere sono in corso di effettuazione presso via Toce, ove si tenta di ridurre la superficie tel quel per immettere materiali drenanti. A breve partiranno anche lavori di depavimentazione in piazza Imperatore Tito, in piazza Arnoldo Mondadori, in via Sabatino Lopez, laddove, su un’area che supera complessivamente i 25000 metri quadri, si otterrà un’area verde che si avvicina di molto al 50 per cento.
Ma quale sarà il vero obiettivo da raggiungere ? Ridurre anzitutto le conseguenze delle bombe d’acqua e delle ondate di calore, queste ultime tanto dannose per la salute di noi cittadini.
E a proposito di esondazioni non va dimenticato lo straripamento del Seveso dopo abbondanti piogge. Aggiungiamo che un’occasione per rigenerare punti strategici è stata data dalla costruzione della linea metropolitana M4, ove sono stati piantati quasi 2 mila alberi e 70 mila metri quadri di aree verdi.

