mercoledì, Giugno 10, 2026

Dieta Mediterranea tra costi e mancanza di tempo… 

…i surgelati sono i nuovi alleati salvadanaio (e salva-salute)

La Dieta Mediterranea rimane il modello alimentare di riferimento per gli italiani: circa 8 su 10 (84%) dichiarano di seguirla in modo costante. Tuttavia, tradurre i sani principi in pratica quotidiana è sempre più difficile.

Una survey condotta da Altroconsumo per l’IIAS (Istituto Italiano Alimenti Surgelati) – presentata durante l’incontro “Benessere Sottozero” – ha fotografato i principali ostacoli alla piena adozione di questo stile di vita:

Il fattore economico: il 54% di chi non la segue indica il costo elevato degli alimenti freschi come primo freno.

Il fattore tempo: il 45% accusa la mancanza di tempo per la preparazione dei pasti.

In questo scenario, il frozen food (in particolare pesce e vegetali) emerge come la soluzione ideale per abbattere i costi, azzerare gli sprechi e risparmiare tempo, senza rinunciare alla qualità.

Il falso mito del “fresco è meglio”: i dati della survey

Se da un lato il 74% degli italiani riconosce l’assoluta sicurezza igienica dei prodotti sottozero, dall’altro resiste un forte pregiudizio culturale: solo il 54% sa che i surgelati mantengono valori nutrizionali equivalenti al fresco. Il restante 46% ignora che la surgelazione sia una tecnologia “conservativa” eccezionale.

“Oggi la sfida non è sapere cosa mangiare, ma tradurre quei principi nella quotidianità, conciliando qualità, tempo, sostenibilità e lotta allo spreco. I surgelati sono alleati ineguagliabili in questa sfida.” — Giorgio Donegani, Presidente IIAS.

Per fare chiarezza e sfatare i falsi miti, sono stati presentati due nuovi studi scientifici italiani che dimostrano come la surgelazione preservi intatte le proprietà di pesce e verdure.

1. Studio SISA: Proteine e Omega-3 del pesce si mantengono fino a 12 mesi

Il pesce è un pilastro della Dieta Mediterranea (le linee guida raccomandano 2-3 porzioni a settimana, concetto noto all’85% degli intervistati), ma è spesso costoso e deperibile.

La SISA (Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione) ha condotto una revisione della letteratura scientifica degli ultimi vent’anni sulle specie più consumate in Italia (merluzzo, nasello, salmone, orata, platessa e spigola). I risultati parlano chiaro:

Proteine e Lipidi: restano invariati anche dopo lunghi periodi.

Omega-3: gli acidi grassi più preziosi si preservano intatti almeno fino a 12 mesi di conservazione.

Struttura intatta: la rapidità della surgelazione industriale crea microcristalli di ghiaccio che non danneggiano le cellule dell’alimento, mantenendone consistenza, succosità e vitamine.

2. Studio SSICA: Dal campo alla tavola, i vegetali surgelati battono il tempo

Per quanto riguarda frutta e verdura (l’obiettivo ideale sarebbe di 5 porzioni al giorno), lo studio della SSICA (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari) ha analizzato i prodotti nelle reali condizioni di consumo (quindi dopo la conservazione e la cottura).

Mentre un ortaggio fresco inizia a perdere Vitamina C e polifenoli immediatamente dopo la raccolta (durante il trasporto e la sosta in frigo), la surgelazione industriale rapida “blocca” le lancette dell’orologio:

Alimento/CompostoRisultato dello studio SSICA
Piselli surgelatiPolifenoli stabili fino a 18 mesi e Vitamine del gruppo B pressoché invariate.
Broccoli surgelatiPresenza confermata di glucosinolati, sostanze studiate per le loro proprietà antitumorali.

Conclusioni: Una contrapposizione superata

I dati scientifici e demoscopici convergono verso un’unica direzione: la storica contrapposizione tra “fresco” e “surgelato” non ha più senso di esistere.

I prodotti surgelati non sono più una scelta di serie B, ma uno strumento democratico e accessibile per permettere a chiunque di seguire la Dieta Mediterranea, garantendo cibi sani, sempre disponibili, a prezzi competitivi e a impatto zero sullo spreco alimentare.

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