Dal recente Congresso “Conoscere e Curare il cuore”, il pensiero…
…del Professor Francesco Prati, Presidente del Centro per la Lotta contro l’Infarto Fondazione Onlus; Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma e Docente Cardiologia Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia dell’Università UniCamillus.
Oggi la tecnologia ci permette di fare un enorme passo avanti: usare l’Intelligenza Artificiale (IA) per capire subito se un dolore al petto è un segnale di infarto o se il cuore è fuori pericolo.
Il ruolo del medico non cambia
Il punto di partenza è sempre il medico. Ascoltare la storia del paziente, riconoscere i sintomi e visitarlo resta la base fondamentale. Queste informazioni servono a capire quanto è probabile che ci sia un problema cardiaco e decidono tutto ciò che accadrà dopo: quali esami fare, quanta fretta avere e se il paziente deve restare in osservazione.

L’IA come “assistente” intelligente
L’Intelligenza Artificiale entra in gioco come un supporto capace di analizzare tantissimi dati insieme. A seconda di dove ci si trova, l’IA aiuta in modo diverso:
in Pronto Soccorso: aiuta a decidere velocemente chi è in pericolo di vita e chi invece può tornare a casa in sicurezza.
in reparto o in ambulatorio: suggerisce l’esame più adatto per ogni singola persona, rendendo la cura davvero su misura.
Perché l’IA è più efficace dei vecchi metodi?
A differenza dei calcoli statistici tradizionali (che sono un po’ rigidi), l’IA è come un sistema che “impara”. Può incrociare migliaia di informazioni diverse: non solo l’elettrocardiogramma e gli esami del sangue, ma anche come si è evoluto il dolore nel tempo, i precedenti del paziente e perfino le sue abitudini di vita.
Il risultato è una stima del rischio molto più precisa, che permette di:
Evitare attese inutili: identificare subito chi è a rischio bassissimo e può essere dimesso dopo un solo prelievo di sangue.
Ridurre gli errori: offrire una valutazione oggettiva che non cambia da medico a medico.
Una tecnologia sicura
L’obiettivo non è sostituire il dottore con una macchina, ma dargli uno strumento più potente. Per essere affidabile, però, questa tecnologia deve essere testata severamente sul campo: l’innovazione è utile solo se dimostra di migliorare davvero la salute dei pazienti nella vita reale.

