martedì, Aprile 21, 2026

Caregiver, Supereroi sconosciuti

I Caregiver italiani sono più di sette milioni, eppure sono invisibili e poco si conosce della loro missione di cura, della qualità della loro vita.

Chi è il caregiver, qual è il suo ruolo nella società, quali sono i suoi bisogni e quali i suoi diritti? Sono alcuni dei quesiti a cui si cercherà di dare una risposta durante il webinar dal titolo “Caregiver, supereroi sconosciuti”.

L’evento è promosso da Clara, l’applicazione, basata su Intelligenza Artificiale sviluppata dalla startup Prossima, che assiste i caregiver. Nell’impegno di cura l’applicazione offre un importante servizio di monitoraggio a distanza, quando il caregiver si allontana dal proprio assistito; è in grado di rilevare, infatti, autonomamente e in modo ‘intelligente’ cadute accidentali, richieste di aiuto, principi di incendio, e attivare subito un alert di soccorso inviandolo sul cellulare del caregiver (Clara.help).

Preparando il lancio dell’applicazione, la startup Prossima è entrata in contatto con il mondo dei caregiver, verificando quanta poca consapevolezza ci sia intorno a loro e alle importanti implicazioni di carattere sociale, etico e psicologico del loro ruolo, mentre tanta è la solitudine che percepiscono.  Da qui, la decisione da parte della giovane azienda di promuovere iniziative per una ‘cultura del caregiver’, e sviluppare maggior conoscenza e consapevolezza sul mondo e sui bisogni di chi assiste persone con fragilità. Saranno le relatrici, un parterre prevalentemente al femminile, ad approfondire, a fare chiarezza e informazione su una figura che in prospettiva sarà sempre più cruciale nella gestione del welfare familiare. Il webinar promosso da Clara ha questa finalità: aiutare chi aiuta a diventare visibile nella società, ma anche a ribadire ai caregiver che non sono soli, esiste già chi li può aiutare.

Hanno partecipano al dibattito: 

•    Giovanna Pacco, direttrice generale Associazione De Banfield

•    Silvia Varani, responsabile nazionale U.O Formazione e ricerca

Fondazione ANT

•    Sonia Vazzano, responsabile coordinamento attività di Fondazione

Marco Vigorelli

•    Chantal Cerise, psicologa, caregiver e influencer fondatrice de La

casa del caregiver

•    Federico Venturini, responsabile marketing Prossima / Clara app

In Italia i caregiver familiari sono un esercito di oltre sette milioni di persone.  Il rapporto CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) del 2024 li definisce ‘una moltitudine operosa e silenziosa, punto di riferimento per il nostro sistema di assistenza sociosanitaria ancora poco conosciuto in tutti i suoi aspetti’.  Queste colonne del welfare familiare affrontano spesso un impegno di cura molto intenso; secondo un’indagine su un campione di caregiver di persone affette da spettro autistico o con Alzheimer, il 47,3% è occupato nel servizio di cura per più di 40 ore alla settimana e quasi il 70% ha un carico che va avanti da oltre 5 anni.

Secondo un’indagine commissionata da Prossima, la cura delle persone fragili ricade prevalentemente all’interno della famiglia: in nove casi su dieci il caregiver è il figlio del genitore anziano. La categoria è formata da donne adulte (fra i 45 e i 64 anni), prevalente sulla componente maschile; preoccupa il dato sui giovani e giovanissimi caregiver (fra i 15 e i 24 anni) che per necessità curano un familiare con fragilità: sono il 6,6% della popolazione che rientra in quella fascia d’età (circa 400 mila persone).  I giovani caregiver, per circa 23 ore settimanali si occupano principalmente di accudire, somministrare farmaci e medicazioni, accompagnare presso ospedali e istituzioni. E prestano un importante supporto emotivo ai loro ‘assistiti’, generalmente familiari conviventi: genitori (20,70%), fratelli (13,80%), nonni (60%), altri (30,30%).

L’impegno di cura condiziona la vita dei giovani caregiver: l’87% dichiara di aver avuto difficoltà a scuola, mentre il 6% è stato vittima di bullismo per il suo ruolo di caregiver in famiglia.

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