…è il nuovo General Manager, Presidente e Amministratore Delegato di Gsk Italia.
Nato a Reggio Calabria, classe 1973, laureato in Chimica farmaceutica con dottorato in Genetica e Biologia molecolare, nel suo primo giorno di mandato Biroccio ha voluto presentarsi ai giornalisti del settore in un incontro a Milano, perché “immediatezza, trasparenza e cooperazione – sottolinea Biroccio – sono in cima alle mie priorità e sentivo l’urgenza di presentarmi ai giornalisti con cui lavoriamo quotidianamente e condividiamo l’impegno a migliorare la cura della salute in Italia”.
Sulla definizione, un po’ sarcastica, di Leo Longanesi “italiani buoni a nulla ma capaci di tutto”, il nuovo AD osserva che “negli stereotipi siamo quelli che vivono con poca fatica grazie a buon cibo, arte e natura che crescono spontanee a queste latitudini. Per gli addetti ai lavori”, però, “abbiamo un sistema sanitario universale invidiato dai più, università e ricercatori sopraffini e maestranze che sanno tradurre in eccellenza i progetti e le produzioni più complicate. Questo, e non altro, – continua Biroccio – è il motivo per cui in Europa, nel settore farmaceutico, siamo secondi solo alla Germania e riusciamo ancora ad attrarre investimenti in un mondo globalizzato dove siamo il fanalino di coda nel favorire l’innovazione”.
Va ricordato che GSK è presente in Italia dagli inizi del ‘900 e ha sempre continuato a crescere come una multinazionale a ciclo completo. Oggi conta due centri ricerche e due stabilimenti produttivi, 4.200 dipendenti, 1,6 miliardi di euro di fatturato di cui un terzo legati all’export in oltre 100 Paesi di tutto il mondo. Gli investimenti nel Paese, pari a 324 milioni di euro, rappresentano il 20% del fatturato e l’8% degli investimenti totali in ricerca e produzione di tutte le farmaceutiche presenti in Italia.
“L’obiettivo primario del mio mandato – osserva Biroccio – sarà quello di contribuire a favorire l’innovazione, quella vera, che una volta introdotta migliora le condizioni di salute e di vita, di prosperità economica, generando attrattività e competitività, con un occhio di riguardo alla coperta corta dei costi, in particolare quelli sanitari, messi severamente sotto pressione da una popolazione in progressivo invecchiamento, con maggiori necessità di salute”.
Gsk non potrebbe mai fare tutto da sola, ma può stimolare la discussione, condividere esperienze, analisi e mettere a disposizione gli investimenti già fatti, o in corso di realizzazione, che portano i nostri farmaci e vaccini alle persone di tutto il mondo anche con 2 anni di anticipo rispetto alla loro introduzione in Italia.
“Abbiamo Think-tank internazionalmente riconosciuti – fa notare Biroccio – che dimostrano come le vaccinazioni raccomandate per adulti fragili, se correttamente organizzate in tutto il Paese, porterebbero un risparmio di oltre 10 miliardi di euro, pari a una Finanziaria. Abbiamo una delle popolazioni più vecchie in Europa che ha bisogno di salute e contribuisce all’economia, che lavora ancora, che mobilizza un quarto del Pil e dei consumi delle famiglie italiane: una silver economy che guarda anche alla sostenibilità del nostro sistema sanitario per un futuro di speranza, dove i bisogni medici sono urgenti, come in oncologia”.
Gsk lavora già in tutti questi ambiti con due centri ricerche a Siena sui vaccini, di cui uno specializzato in vaccini antibatterici e anticorpi monoclonali, ma anche con uno stabilimento a Rosia in provincia di Siena che produce per tutto il mondo i vaccini Gsk più innovativi per gli adulti e uno stabilimento a Parma specializzato nell’introduzione di nuovi farmaci per gli studi clinici negli antivirali di ultima generazione e centro di eccellenza per la produzione di anticorpi monoclonali in immunologia, malattie respiratorie ed oncologia.
“Con gli anticorpi monoclonali – commenta Antonino Biroccio – ci siamo prefissati obiettivi ambiziosi, nelle malattie reumatiche e in quelle respiratorie, mediate dall’interleuchina 5, ma soprattutto in oncologia. Parma è al centro di tutto questo con la sua piattaforma tecnologica e in particolare quella per la produzione dei cosiddetti Adc, fra i farmaci più promettenti per i tumori più difficili da trattare”.
“Il farmaco Adc di Gsk per il mieloma multiplo è prodotto a Parma per tutto il mondo – precisa Biroccio – è già stato approvato dall’Agenzia europea dei medicinali ed è in attesa di registrazione in Italia, mentre nell’ ottobre scorso ha avuto il via libera anche dalla Fda statunitense. Ma non è tutto, perché il 27 ottobre abbiamo siglato un accordo con Syndivia per un altro candidato Adc che andrebbe a rafforzare la nostra linea di candidati Adc in sviluppo per il tumore prostatico, e il giorno successivo abbiamo ottenuto la Odd (Orphan Drug Designation) in Europa per un altro nostro candidato Adc nella terapia del microcitoma”.
Non basta però avere davanti un futuro promettente in prevenzione, oncologia, immunologia o altra area perché si avveri: bisogna poter collaborare con tutti gli attori della salute, con obiettivi condivisi e con priorità comuni di sviluppo, organizzazione e accesso, in modo che l’innovazione diventi reale e accompagni le dinamiche di sviluppo del Paese, tenendo conto di tutte le priorità e dei costi ad esse associati.
Per questo, conclude Antonino Biroccio, “il mio impegno da oggi sarà quello di collaborare con medici, pazienti, istituzioni e associazioni di riferimento per far avanzare solo un tipo d’innovazione: quella reale, che arriva al letto del paziente, che diminuisce i costi sociali, che attrae investimenti esteri nel nostro Paese, che aumenta il nostro export e quella a cui vogliamo avere accesso, tutti noi, con la stessa tempestività degli altri cittadini europei”.

