4 Dicembre 2022

Anna Banti Lopresti, una scrittrice che sa “mascherarsi”

La futura autrice di romanzi nasce a Firenze nel 1895 da una famiglia di origine calabrese. Il padre, avvocato Lopresti, dopo il liceo indirizza la figlia, lei consenziente, agli studi umanistici. La sua cultura si fa presto ampia, tanto che, a soli ventiquattro anni, pubblica su “Arte” approfonditi articoli su qualificati pittori incisori.

Si sposa nel 1924 con un geniale critico d’arte, il professor Roberto Longhi, e poco dopo si immerge in studi riguardanti precisi periodi storici. Si occupa infatti, tra l’altro, delle difficoltà incontrate dal Basso Impero, nel periodo che intercorre tra Diocleziano e il declino dell’Impero Romano d’Occidente.

Tuttavia, il marito la convince nell’instradare la sua prosa sulla via della narrativa e lei abbraccia con entusiasmo questa branca. Trae dal Manzoni una notevole dose d’ispirazione, si dedica con impegno al genere letterario descrivendo allo stesso tempo la precaria condizione della donna e la sua marginale presenza nella storia.

Proprio per sentirsi più libera nell’affrontare questo argomento e altri ancora, decide di abbandonare nome e cognome acquisiti alla nascita (Lucia Lopresti) per adottarne uno completamente diverso: Anna Banti. Questa trasformazione rispecchia per lei una sorta di maschera, dietro alla quale potrà evidenziare non soltanto risentimenti, ma anche numerose verità.

Quale il miglior libro di Anna Banti tra una i suoi romanzi e racconti, esclusi i testi riguardanti la saggistica ? Il capolavoro e’ considerato “Artemisia”, la storia della pittrice settecentesca Artemisia Gentileschi, ove narra la forte personalità di una donna dal carattere battagliero, sempre in grado di combattere per vincere.

Segnaliamo altri romanzi di spicco tra cui “Il bastardo”, “Noi credevamo”, “La camicia bruciata”. Tra i racconti di Anna Banti suggeriamo la lettura di “Le donne muoiono”, “Lavinia fuggita” e pure “Un grido lacerante”. In quest’ultimo la scrittrice narra la vita di una moglie, poi vedova, di un grande studioso, vita che rispecchia per diversi aspetti la sua.

Anna Banti muore centenaria nella sua villa di Ronchi di Massa, in provincia di Massa Carrara, nel settembre del 1985.

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