Tra medicina rigenerativa, intelligenza artificiale ed effetti collaterali dei farmaci anti-obesità, il comparto ridefinisce i canoni estetici. Il punto della SIME sui nuovi trend.
Il mondo della bellezza sta cambiando pelle. I volumi artificiali e i lineamenti standardizzati che hanno dominato i social negli ultimi anni lasciano spazio a un nuovo imperativo: apparire freschi, naturali e fedeli a se stessi. La conferma arriva dal 42° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) svoltosi a Roma nel Maggio scorso, che fotografa un settore in piena rivoluzione, stimato in crescita costante con un tasso annuo del 9,8% fino al 2034. A guidare la transizione sono i pazienti più giovani, intenzionati a investire precocemente sulla salute della pelle attraverso un approccio rigorosamente scientifico e non invasivo. “Siamo stati i precursori e da sempre decisi sostenitori di questa rivoluzione.” — afferma il Prof. Emanuele Bartoletti, Presidente della SIME
L’era dei “Tweakments” e il declino degli eccessi
Il nuovo standard del lusso in medicina estetica si riassume nel concetto di less is more. La tendenza del momento è l’invisibilità del trattamento, ferma restando l’efficacia del risultato. I pazienti chiedono micro-interventi capaci di migliorare la qualità della pelle senza bloccare le espressioni del volto. “L’obiettivo ora è l’invisibilità del trattamento (ma non certo dei risultati): i pazienti cercano micro-trattamenti o piccole dosi di tossina e skin booster che mantengano la mobilità del viso, concentrandosi sulla qualità della pelle, texture, elasticità e luminosità, piuttosto che modificare la struttura facciale. Ricordo che il risultato in medicina estetica non deve essere riconosciuto. Deve solo correggere i difetti senza cambiare la unicità della struttura del volto.” Osserva il Prof. Emanuele Bartoletti
In quest’ottica si inserisce anche l’evoluzione delle neurotossine: il mercato si sta segmentando in base alla durata, introducendo formule ad azione ultra-breve (2-3 settimane) ideali per chi si approccia ai trattamenti per la prima volta. “Questo permette di disegnare nuove strategie per trattamenti personalizzati. Tra le novità, le neurotossine a durata ultra-breve, ideali per pazienti alla prima esperienza e per un trattamento delicato.” sottolinea il Prof. Emanuele Bartoletti
Dalla volumizzazione alla Medicina Rigenerativa
Il cambiamento più significativo è l’abbandono dell’uso esclusivo dei filler a base di acido ialuronico per dare volume. Oggi si punta a stimolare le cellule affinché riparino i tessuti in autonomia. I protagonisti di questa svolta sono:
Polinucleotidi e Acido Polilattico: iniettabili che attivano la produzione naturale di collagene ed elastina.
Esosomi: terapie avanzate di segnalazione cellulare.
Terapie autologhe: utilizzo di plasma arricchito in piastrine (PRP) e cellule staminali dal tessuto adiposo.
Parallelamente, cresce l’influenza della K-Beauty (l’estetica coreana), che promuove una filosofia basata sulla prevenzione e sulla stratificazione dei trattamenti per ottenere la celebre pelle d’effetto “glass-skin”.

L’effetto “Ozempic Face” e il Treatment Stacking
Il boom globale dei farmaci anti-obesità basati sul GLP-1 ha generato una nuova categoria di pazienti. Uno studio della Vanderbilt University ha dimostrato che una perdita di peso importante comporta una riduzione del 7% del volume del terzo centrale del viso ogni 10 kg persi, causando lassità cutanea (50% dei casi) e rughe (35%). Per rispondere a queste nuove esigenze, i medici adottano il cosiddetto Treatment Stacking, ovvero la combinazione di più terapie sovrapposte.
“Oggi la Medicina Estetica è sempre più orientata verso una combinazione di terapie. In gergo si parla di Treatment Stacking, ovvero di trattamenti ‘impilati’ uno sull’altro, come preziosi anelli su un unico dito. Diverse terapie vengono stratificate per agire simultaneamente su più livelli del tessuto; ad esempio, il micro-needling a radiofrequenza per la texture superficiale, combinato con bio-stimolatori o ultrasuoni focalizzati per ottenere un miglioramento strutturale ritardando l’indicazione alla chirurgia o cercando di mantenere più a lungo possibile un risultato chirurgico.” dice il Prof. Bartoletti
Algoritmi di bellezza e il boom del “Brotox”
La personalizzazione passa anche per l’adozione di scanner diagnostici avanzati e software di Intelligenza Artificiale, capaci di mappare i danni solari, la vascolarizzazione e la reale densità del collagene prima di procedere all’ago. “Strumenti diagnostici basati sull’IA sono sempre più utilizzati nelle consulenze di medicina estetica: scanner che misurano danni solari, vascolarizzazione e densità del collagene sotto la superficie cutanea, permettendo ai professionisti di perfezionare la diagnosi e di creare piani di trattamento sempre più personalizzati e costruiti sulla biologia di ogni singolo paziente.” commenta il Prof. Emanuele Bartoletti
Un approccio su misura che sta conquistando rapidamente anche il pubblico maschile. Cresce la richiesta del cosiddetto “Brotox” (il botox per gli uomini), calibrato con dosaggi d’azione specifici per spianare le rughe del pensatore senza alterare l’espressività e l’identità del volto.

