martedì, Ottobre 27, 2026

Prevenire, personalizzare, condividere…

… la nuova rotta della neurologia italiana punta sul cervello

Firenze diventa la capitale delle neuroscienze. Con oltre 2.700 specialisti e quasi 1.300 contributi scientifici riuniti alla Fortezza da Basso per il 56° Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN), la disciplina traccia le linee guida per affrontare una delle sfide sanitarie più urgenti della nostra epoca. Le patologie del sistema nervoso rappresentano oggi la prima causa di disabilità e la seconda di morte a livello globale, con numeri imponenti anche in Italia: 7 milioni di persone colpite da emicrania, 12 milioni con disturbi del sonno e più di 2 milioni alle prese con declino cognitivo o demenza.

A segnare una svolta storica nell’appuntamento fiorentino è la prima edizione degli Stati Generali delle Associazioni delle Persone con Malattie Neurologiche all’interno di un congresso scientifico. L’iniziativa punta a superare la frammentazione del settore per costruire un fronte comune, formalizzato nel Manifesto unitario in 10 punti. Il documento chiede di riconoscere queste patologie — che colpiscono circa un italiano su tre — come una priorità strutturale di sanità pubblica, proponendo un Piano nazionale dedicato, percorsi di cura omogenei tra ospedale e territorio e un accesso equo alle innovazioni.

Mario Zappia (Presidente SIN): «La straordinaria partecipazione conferma il ruolo della SIN nel costruire una comunità scientifica unita, innovativa e orientata ai bisogni reali delle persone. Con gli Stati Generali, per la prima volta associazioni impegnate su patologie diverse hanno dato vita a una voce unitaria: il Manifesto è il nostro punto di partenza per un confronto autorevole con le istituzioni, affinché le priorità condivise diventino politiche sanitarie più eque e vicine ai cittadini.»

Dalla diagnosi precoce alla cultura della Brain Health

Intervenire prima che la malattia si manifesti è il secondo pilastro della strategia della SIN, che ha lanciato una campagna di sensibilizzazione nazionale insieme a Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia: tra novembre e dicembre 2026 il progetto toccherà 100 piazze italiane per promuovere la tutela della Brain Health e stili di vita corretti.

A affiancare la prevenzione primaria c’è la rivoluzione dei biomarcatori, fondamentali per identificare i processi patologici con anni di anticipo rispetto ai sintomi visibili. L’esempio più evidente arriva dall’Alzheimer, dove marcatori ematici come la p-tau217 permettono valutazioni accurate da un semplice prelievo di sangue, affiancati da prospettive promettenti in proteomica, metabolomica e intelligenza artificiale.

Cristina Tassorelli (Segretario SIN): «La salute del cervello è una priorità del nostro tempo e le evidenze confermano che gran parte del rischio si può prevenire agendo sui fattori modificabili. Vogliamo diffondere conoscenze validate, battere la disinformazione e rafforzare la prevenzione come leva per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.»

Alessandro Padovani (Past President SIN): «Stiamo passando da una medicina che interviene a danno avvenuto a un approccio precoce, predittivo e personalizzato. Grazie ai biomarcatori rilevabili dal sangue per l’Alzheimer o alle ricerche su Parkinson e SLA, basiamo le decisioni su dati biologici oggettivi. L’integrazione con l’IA ci aiuterà a riconoscere le alterazioni prima dei sintomi: non significa impedire oggi l’insorgenza delle patologie, ma acquisire strumenti affilati per trattarle meglio.»

Frontiere terapeutiche, genetica e il fattore “Esposoma”

I progressi nella profilazione biologica si traducono in cure sempre più mirate. L’era dei trattamenti puramente sintomatici lascia il passo a terapie basate su RNA, terapia genica, gene editing e immunoterapie cellulari (come le CAR-T), capaci di agire direttamente sui meccanismi di patologie complesse come la Sclerosi Laterale Amiotrofica.

In parallelo, l’attenzione si focalizza su condizioni potenzialmente reversibili ma spesso diagnosticate in ritardo, come l’IdrocefaloNormoteso (NPH). Confuso di frequente con Alzheimer o Parkinson, l’NPH può essere risolto o nettamente migliorato con un intervento neurochirurgico di derivazione liquorale: su questo tema l’Università di Catania ha promosso uno studio multicentrico italiano su oltre 200 pazienti.

Infine, la neurologia moderna estende lo sguardo all’esposoma, ossia la totalità dei fattori ambientali (inquinamento, sostanze chimiche, microplastiche, stress, sonno e alimentazione) che interagiscono con il DNA individuale nell’arco della vita.

Nicola De Stefano (Presidente Eletto SIN): «Nelle malattie del motoneurone come la SLA assistiamo a un cambio di paradigma verso la medicina di precisione. Agire su bersagli genetici molecolari e target come la proteina STMN2 apre scenari un tempo impensabili: la sfida ora è rendere queste opportunità concrete e accessibili in fase sempre più precoce.»

Leonardo Lopiano (Consigliere SIN): «La salute cerebrale è il risultato dinamico tra biologia e ambiente. Inquinamento, stress e contaminanti emergenti come le microplastiche possono alterare la vulnerabilità del sistema nervoso. Lo studio dell’esposoma ci guida verso una neurologia preventiva e interdisciplinare, dove la protezione del cervello inizia molto prima dell’esordio clinico.»

Il neurologo del futuro tra clinica e competenze digitali

La trasformazione della disciplina richiede figure professionali al passo con i tempi. L’evoluzione tecnologica punta su telemedicina, gestione avanzata dei dati e intelligenza artificiale, senza mai sostituire il giudizio clinico. In questo contesto si inserisce il programma Digital NeuroHub (promosso da SIN con Biogen), che ha già formato circa 80 “neurologi digitali” e che nel 2026 si è esteso a livello regionale.

Accanto alle tecnologie digitali, il profilo dello specialista si arricchisce di competenze in neurologia interventistica — cruciale nelle patologie cerebrovascolari ischemiche — e riabilitativa, indispensabile per garantire il recupero funzionale e l’autonomia dei pazienti.

Claudio Gasperini (Vicepresidente SIN): «La competenza clinica resta il punto fisso, ma deve integrarsi con competenze digitali, interventistiche e riabilitative. Progetti come il Digital NeuroHub servono a formare specialisti capaci di governare l’IA e i dati clinici per garantire continuità assistenziale dall’ospedale al territorio, traducendo le innovazioni in qualità di vita reale per le persone.»

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