lunedì, Settembre 21, 2026

Cibo, salute e speranza: come la nutrizione trasforma la cura dei tumori del sangue

In occasione del mese di sensibilizzazione sui tumori ematologici, l’AIL lancia il video-talk “Mettiamoci a tavola”: un confronto scientifico ed umano su come un’alimentazione corretta possa fare la differenza durante il percorso di cura.

Mangiare non è soltanto un atto nutrizionale: quando si affronta una patologia oncoematologica, il momento del pasto carica di significati profondi, toccando il benessere fisico, emotivo e relazionale del paziente.

Per accendere i riflettori su questo tema fondamentale, AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma) sceglie settembre — mese dedicato alla sensibilizzazione sui tumori del sangue — per presentare un’iniziativa concreta: “Mettiamoci a tavola: l’importanza dell’alimentazione in oncoematologia”.

Un dialogo aperto tra scienza e vita vissuta

Disponibile sul canale YouTube di AIL e sulla piattaforma dell’Associazione, il nuovo video-talk nasce per offrire risposte chiare e prive di falsi miti. A guidare la discussione è Aureliano Stingi (biologo molecolare, nutrizionista e divulgatore scientifico), che mette a confronto voci ed esperienze diverse:

  • Hellas Cena, Professoressa Ordinaria e Medico specialista in Scienza dell’Alimentazione (Università di Pavia e ICS Maugeri IRCCS);
  • Rita Tavarozzi, ematologa presso l’AOU di Alessandria e ricercatrice dell’Università del Piemonte Orientale;
  • Fortuna Inserra, paziente onco-ematologica e voce del Gruppo Pazienti AIL-FIL.

Un incontro tra competenze mediche e testimonianze dirette per comprendere come affrontare la gestione di sintomi diffusi quali nausea, inappetenza, alterazioni del gusto e stanchezza, spesso causati dalle terapie.

Nessuna “dieta miracolosa”: l’importanza della personalizzazione

Uno dei messaggi chiave emersi dal confronto è il netto no alle “ricette universali” e ai rimedi privi di fondamento scientifico che spesso affollano la rete. Non esiste una dieta uguale per tutti: ogni paziente necessita di un percorso nutrizionale personalizzato e calibrato insieme a un’équipe multidisciplinare.

«Prendersi cura di una persona significa guardare alla sua salute nella sua interezza», sottolinea Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL. «L’alimentazione aiuta a sostenere le terapie, a recuperare energie e a ritrovare una quotidianità spesso messa a dura prova dalla malattia. Vogliamo offrire ai pazienti e alle loro famiglie informazioni affidabili, ribadendo che nessuno deve affrontare questo percorso da solo.»

Il supporto concreto sul territorio

L’iniziativa non si limita alla divulgazione. L’impegno di AIL si traduce in un aiuto concreto: sono già 19 le sezioni territoriali dell’Associazione che offrono gratuitamente un servizio di supporto nutrizionale a pazienti e familiari, assistendo ogni anno circa 900 persone in tutta Italia, con l’obiettivo di estendere ulteriormente la rete.

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