venerdì, Novembre 6, 2026

Sanità, 15 anni di Bandi Gilead…

… oltre 1,2 milioni per 62 nuovi progetti di ricerca e assistenza

Quindici anni di traguardi, quasi 800 progetti sostenuti e un investimento complessivo che supera i 19 milioni di euro. I Bandi Gilead celebrano il quindicesimo anniversario confermandosi un pilastro della collaborazione pubblico-privato nella sanità italiana. L’edizione odierna, presentata a Roma nel corso dell’incontro “Generare Innovazione. Creare Salute”, assegna oltre 1,2 milioni di euro a 62 progetti – suddivisi tra il Fellowship Program per la ricerca medico-scientifica e il Community Award Program per il Terzo settore – destinati a migliorare nei prossimi dodici mesi prevenzione, diagnosi e assistenza in aree chiave come le malattie infettive, epatiche, oncologiche e oncoematologiche.

Dall’Intelligenza Artificiale applicata alla ricerca clinica fino alla medicina di genere e all’integrazione ospedale-territorio, l’iniziativa punta a tradursi in benefici tangibili per pazienti e caregiver. Al centro del dibattito, una riflessione corale sul futuro della ricerca e sulla sostenibilità del sistema salute.

Ricerca indipendente e attrattività del Paese

Il valore del sostegno alle nuove generazioni di studiosi è al centro della riflessione di Massimo Andreoni, Professore Emerito di Malattie Infettive all’Università Tor Vergata di Roma e Commissario per l’area HIV 2026: «Il Fellowship Program rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra pubblico e privato possa sostenere la ricerca indipendente e valorizzare le idee e le competenze delle nuove generazioni di ricercatori. L’Italia può contare su un’eccellenza scientifica riconosciuta a livello internazionale, ma è fondamentale continuare a investire per preservare il valore della ricerca nel nostro Paese. Coltivare le competenze, offrire opportunità ai giovani, semplificare i processi e mantenere attrattivi i nostri centri di ricerca sono condizioni essenziali per continuare a crescere in uno scenario altamente competitivo».

Il valore del Terzo settore e l’ascolto dei pazienti

L’innovazione assistenziale e organizzativa passa necessariamente per il coinvolgimento diretto di chi vive la malattia ogni giorno. Come evidenzia Guendalina Graffigna, Professore Ordinario e Direttore dell’EngageMinds HUB all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona: «L’innovazione assistenziale e organizzativa nasce dall’ascolto profondo dei bisogni reali delle persone. Attraverso il Community Award Program, le associazioni di pazienti e il Terzo Settore portano nei progetti la loro conoscenza diretta di pazienti e caregiver, traducendola in interventi di prevenzione, informazione, orientamento e supporto personalizzato. È la dimostrazione di come innovazione collaborativa e patient engagement possano rendere i percorsi di cura più vicini ed efficaci per l’intera collettività».

Le prospettive istituzionali: investire in visione ed equità

La tavola rotonda istituzionale ha acceso i riflettori sulla necessità di una programmazione lungimirante e di un accesso uniforme alle cure su tutto il territorio nazionale.

Per l’On. Gian Antonio Girelli (XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati): «In un contesto macroeconomico complesso come quello attuale, investire in innovazione significa investire nella capacità del Paese di crescere e rimanere competitivo. Servono una visione e una programmazione capaci di guardare all’innovazione come a un investimento per il futuro. La sfida è creare le condizioni perché le risorse destinate all’innovazione possano generare valore nel tempo, attraverso una collaborazione efficace tra istituzioni e tutti gli attori del sistema salute».

Un concetto ribadito dall’On. Simona Loizzo (XII Commissione Affari Sociali): «Oggi l’innovazione in ambito sanitario si misura anche nella capacità di anticipare i bisogni delle persone, garantire un accesso equo alle cure e valorizzare le opportunità offerte dalla prevenzione, dagli screening e dal digitale. È necessario continuare a investire in questi strumenti e tradurli in percorsi concreti di presa in carico, superando le disuguaglianze territoriali e assicurando a tutti i cittadini gli stessi diritti di salute».

Il ruolo dell’industria farmaceutica

A tirare le somme dell’impegno di Gilead in Italia è Frederico da Silva, Vice President & General Manager di Gilead Sciences Italia: «Da quindici anni i Bandi Gilead rappresentano un esempio concreto di come il nostro impegno vada oltre lo sviluppo di terapie innovative e contribuisca a sostenere la ricerca indipendente e le attività assistenziali promosse dal Terzo Settore. La partnership tra pubblico e privato è una delle leve che abbiamo a disposizione per continuare a generare innovazione capace di tradursi in valore per le persone e per il sistema salute. Allo stesso tempo, in uno scenario internazionale sempre più sfidante, è importante poter contare su un ecosistema capace di riconoscere e valorizzare il contributo delle imprese che scelgono di investire in ricerca e innovazione nel nostro Paese, creando le condizioni perché l’Italia possa continuare ad attrarre investimenti e competenze».

                                                                                                                                         

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